Abbasc' a mmare negli
Anni cinquanta
Abitavo
a Largo Bandito e come tutti i fanciulli del tempo sono stato prima dalla
"mae- stra" (l'odierno asilo nido o scuola materna) e, poi, alla
scuola elementare al Corso Garibaldi.
Largo Bandito (da "bandire le merci" e non perché c'erano i
fuorilegge), è una piazza triangolare cui si accede, a monte, da Corso
Cavour e veniva detta "Largo Ngiulinella" dalla salumeria con
forno attiguo, sita nel luogo. E' usanza locale ricordare strade e vie con
i nomi delle persone più conosciute che vi abitano.
Angela Baldi, insieme al marito Vincenzo Frulio detto Papa- riello,
gestisce questo negozio che più che una salumeria è un emporio; infatti,
vende di tutto con pagamento a fine settimana e senza interessi: vende
l'oro, anticipa i soldi per i vestiti dal sarto, s'interessa dei funerali,
procura i brillanti ai neosposi, organizza i pullmman per Montevergine,
vende i dolci alla domenica e mette a disposizione dei clienti, tal-
volta, il grande frigorifero della salumeria. Al sabato, poi, invita la
gente del quartiere, la mia famiglia compresa, ad assistere allo
spettacolo musicale "Il Musichiere" condotto dal presentatore
Mario Riva.
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Largo
Bandito, anni 70
(da banditore delle merci e non fuorilegge) N.d.r. 
Largo Gabella del pesce - Anni 70
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Per
andare a Corso Garibaldi devo scendere le scale che portano a Largo
Gabella del Pesce (la Gabella è la tassa sul pesce pescato).
Prima di iniziare il mio giro giornaliero, uscendo dal portone, mi guardo
attorno e vedo 'a carrettella 'i Francischiell 'o pisciavino (Francesco
Magliulo) impegnato a vendere il pesce attirando la gente con la sua voce
squillante "ma ca aliiice, ma ca aliiice!" e, poco più in là,
un certo Tore, scalzo e con un sacco sulle spalle, che raccoglie roba
vecchia e parla da solo con accento non torrese e, intorno, alcuni ragazzi
che lo deridono. Inizio a scendere le scale e vedo i bancarielli delle
bucatrici di corallo che, con gesti rituali e arcaici, svolgono il loro
compito; di fianco, sul muretto delle scale, noto i basoli consumati al
centro, conseguenza del lavoro, che veniva svolto su di essi, di
sgrassatura dei pallini e barilotti di corallo. Vicino, su un piccolo
poggio di pietra, sta seduta Maria Cira Di Cristo che tutti chiamano 'a
pisciavina dal mestiere del marito Giuseppe Cimmino detto
"Gianbattista" che fa il pescivendolo; avrà circa 85 anni e
anche lei era bucatrice di corallo, adesso nel quartiere è conosciuta
come guaritrice di slogature (infatti, camminando con gli zoccoli, è
facile slogarsi un piede), orecchioni, mal di gola, dolore di testa e
schiena, e dà anche buoni consigli alle giovani donne.
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