Carlo Boccia 

 

 Nei ricordi       Pag. 1
Abbasc' a mmare

Abbasc' a mmare negli
Anni cinquanta

Abitavo a Largo Bandito e come tutti i fanciulli del tempo sono stato prima dalla "mae- stra" (l'odierno asilo nido o scuola materna) e, poi, alla scuola elementare al Corso Garibaldi.
Largo Bandito (da "bandire le merci" e non perché c'erano i fuorilegge), è una piazza triangolare cui si accede, a monte, da Corso Cavour e veniva detta "Largo Ngiulinella" dalla salumeria con forno attiguo, sita nel luogo. E' usanza locale ricordare strade e vie con i nomi delle persone più conosciute che vi abitano.
Angela Baldi, insieme al marito Vincenzo Frulio detto Papa- riello, gestisce questo negozio che più che una salumeria è un emporio; infatti, vende di tutto con pagamento a fine settimana e senza interessi: vende l'oro, anticipa i soldi per i vestiti dal sarto, s'interessa dei funerali, procura i brillanti ai neosposi, organizza i pullmman per Montevergine, vende i dolci alla domenica e mette a disposizione dei clienti, tal- volta, il grande frigorifero della salumeria. Al sabato, poi, invita la gente del quartiere, la mia famiglia compresa, ad assistere allo spettacolo musicale "Il Musichiere" condotto dal presentatore Mario Riva.

Largo Bandito, anni 70
(da banditore delle merci e non fuorilegge) N.d.r.



Largo Gabella del pesce - Anni 70

Per andare a Corso Garibaldi devo scendere le scale che portano a Largo Gabella del Pesce (la Gabella è la tassa sul pesce pescato).
Prima di iniziare il mio giro giornaliero, uscendo dal portone, mi guardo attorno e vedo 'a carrettella 'i Francischiell 'o pisciavino (Francesco Magliulo) impegnato a vendere il pesce attirando la gente con la sua voce squillante "ma ca aliiice, ma ca aliiice!" e, poco più in là, un certo Tore, scalzo e con un sacco sulle spalle, che raccoglie roba vecchia e parla da solo con accento non torrese e, intorno, alcuni ragazzi che lo deridono. Inizio a scendere le scale e vedo i bancarielli delle bucatrici di corallo che, con gesti rituali e arcaici, svolgono il loro compito; di fianco, sul muretto delle scale, noto i basoli consumati al centro, conseguenza del lavoro, che veniva svolto su di essi, di sgrassatura dei pallini e barilotti di corallo. Vicino, su un piccolo poggio di pietra, sta seduta Maria Cira Di Cristo che tutti chiamano 'a pisciavina dal mestiere del marito Giuseppe Cimmino detto "Gianbattista" che fa il pescivendolo; avrà circa 85 anni e anche lei era bucatrice di corallo, adesso nel quartiere è conosciuta come guaritrice di slogature (infatti, camminando con gli zoccoli, è facile slogarsi un piede), orecchioni, mal di gola, dolore di testa e schiena, e dà anche buoni consigli alle giovani donne.