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Argomento presente: « FESTA 4 ALTARI 2026 »
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ID: 17612  Discussione: FESTA 4 ALTARI 2026

Autore: camillo scala  - Email: doncamillo57@libero.it  - Scritto o aggiornato: venerdì 12 giugno 2026 Ore: 23:12


Torre del Greco, la festa dei 4 Altari dal 12 al 14 giugno: ecco il tema del 2026
Prende forma l’edizione 2026 della festa dei quattro altari, che torna dal 12 al 14 giugno prossimi, per il terzo anno consecutivo dopo la decisione di riprendere le attività promossa dall’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Mennella. Il tema scelto dal dodicesimo decanato dell’Arcidiocesi di Napoli quale motivo conduttore della festa è “Eucarestia, sorgente di vita e cantiere di speranza”.Come viene spiegato dai promotori, il tema “sintetizza il ruolo centrale del sacramento nella Chiesa, inteso non solo come momento liturgico, ma come forza trasformatrice dell’esistenza e motore per la costruzione di un mondo nuovo”. Come è ulteriormente evidenziato, “negli orientamenti pastorali della Chiesa di Napoli, il tema dell’Eucarestia come ‘sorgente di cantiere’ si incarna in cinque ambiti portanti. L’Eucarestia non è solo un rito, ma il pane spezzato che abilita la comunità a farsi carico delle ferite della città”.Proprio su questi cinque ambiti (Vocazione: scoperta del dono, “L’Eucarestia è la sorgente che rivela a ciascuno la propria chiamata”; Missione: dall’altare alla strada, “Il cantiere di speranza eucaristico spinge la Chiesa fuori dalle mura del tempio”; Prossimità: farsi pane per l’altro, “L’Eucarestia educa alla ‘logica del dono’ e della condivisione con chi soffre”; Educazione: cantiere di coscienze, “L’Eucarestia è scuola di umanità che forma ‘artigiani di speranza’”; Corresponsabilità: lo stile del “noi”, “L’Eucarestia edifica la Chiesa come corpo unitario e sinodale”) potranno ruotare le proposte relative all’avviso pubblico per concorso di idee, per l’ideazione di bozzetti originali finalizzati alla realizzazione di quattro altari pittorici e quattro tappeti artistici in occasione della prossima festa redatto dal dirigente dell’ufficio cultura del Comune, Gaetano Camarda.Chi volesse partecipare al bando, deve ideare e realizzare un bozzetto originale, acquarellato o a tempera o altra tecnica a piacere”, che rappresenti su scale 1:25 l’opera artistica “altare” e in scala 1:10 il “tappeto artistico”, che si intendono proporre e di cui si dispone la capacità di fattiva realizzazione in occasione della festa.
Come evidenziato sempre dal bando, possono partecipare tutti i soggetti-operatori economici che hanno le capacità artistiche e tecniche necessarie, i requisiti previsti dal bando (consultabile, insieme agli allegati da presentare, sull’albo pretorio del sito www.comune.torredelgreco.na.it) e la capacità giuridica e fiscale di contrarre con la pubblica amministrazione. Per tutte le altre specifiche, bisognaconsultare il bando.Le domande vanno presentate entro le ore 15 di martedì 7 aprile attraverso pec (protocollo.torredelgreco@asmepec.it) o consegnata a mano all’ufficio protocollo di palazzo La Salle.
 
 
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ID: 17633  Intervento da: camillo scala  - Email: doncamillo57@libero.it  - Data: venerdì 12 giugno 2026 Ore: 23:12

ALTARI E TAPPETI 2026


ID: 17632  Intervento da: camillo scala  - Email: doncamillo57@libero.it  - Data: venerdì 12 giugno 2026 Ore: 22:47

Torre del Greco, installazione per i Quattro Altari fa infuriare la Comunità Ebraica: “È antisemitismo”

Quattro Altari, l'installazione accusata di antisemitismo da parte della Comunità Ebraica
Un’installazione per la Festa dei Quattro Altari a Torre del Greco fa infuriare la comunità ebraica di Napoli. Tra le scene a tema evangelico una figura in particolare ha attirato l’attenzione: un uomo anziano, con barba e cappello scuro, raffigurato nell’atto di contare denaro. Per la Comunità Ebraica di Napoli quell’immagine richiamerebbe un classico stereotipo antiebraico, quello dell’usuraio avido legato a doppio filo a secoli di propaganda antisemita.Non è una leggenda metropolitana né una teoria del complotto. Il prelievo di organi da corpi di palestinesi senza il consenso delle famiglie è un fatto storicamente ammesso dalle stesse autorità israeliane, documentato da fonti accademiche internazionali, e tornato drammaticamente al centro del dibattito con le scoperte nelle fosse comuni di Gaza nel 2024. La Comunità ha inviato una lettera formale al sindaco di Torre del Greco, Luigi Mennella, con copia al prefetto di Napoli Michele Di Bari, al questore Maurizio Agricola e al dirigente della Digos Walter Dian, chiedendo la rimozione immediata dell’installazione e riservandosi di valutare azioni legali contro i responsabili.
La lettera: “Stereotipo dell’antigiudaismo, rimozione ad horas” Nella nota indirizzata al primo cittadino, la Comunità Ebraica di Napoli scrive di aver appreso che, tra le installazioni allestite per la festa, ne figura una a tema evangelico «in cui ricorre l’immagine di un uomo anziano barbuto con cappello nero che maneggia il denaro, richiamando un classico stereotipo dell’antigiudaismo». Una raffigurazione che, secondo il Consiglio della Comunità, sarebbe «inaccettabile» se esposta in una piazza o in una pubblica via durante una festa popolare, e «ancor più inammissibile» se ciò fosse avvenuto con l’avallo dell’amministrazione comunale. Francesco Pipitone


ID: 17631  Intervento da: camillo scala  - Email: doncamillo57@libero.it  - Data: martedì 9 giugno 2026 Ore: 19:29

QUATTRO ALTARI,IL SENSO CIVICO E RELIGIOSO: FESTA, SPERANZA. EUCARESTIA E DIVARI SOCIALI NELLE OPERE DEGLI ARTISTI
Torre del Greco si prepara a vivere uno degli appuntamenti più sentiti della sua storia religiosa e culturale: la Festa dei Quattro Altari 2026. La manifestazione, nata per celebrare il Corpus Domini, unisce la comunità cittadina attraverso fede, arte e partecipazione popolare. L’edizione di quest’anno sarà guidata dal tema “Eucarestia, sorgente di vita e cantiere di speranza“, un messaggio che accompagnerà tutte le opere artistiche e appuntamenti religiosi previsti nel programma della festa.Come da tradizione, quattro artisti sono stati chiamati a realizzare gli altari che saranno collocati nei luoghi simbolo del centro storico cittadino. In piazza Luigi Palomba sarà allestita l’opera di Alfonso Raiola, dal titolo “Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai lontano“. A Palazzo Baronale troverà spazio l’altare di Antonino Ammendola, intitolato “Il cantiere di Dio, io ti aiuto!“. A Largo Costantinopoli sarà invece esposto l’altare di Salvatore Seme, dal titolo “Fractio Panis“, mentre sul Corso Garibaldi sarà collocata l’opera di Francesco Scognamiglio, “Coraggio, alzati, ti chiama“.“La Festa dei Quattro Altari si celebra otto giorni dopo la solennità del Corpo e Sangue del Signore e rappresenta un momento di grande intensità spirituale per l’intera comunità– riflette Don Mario Pasqua, parroco della chiesa del Carmine a piazza Luigi Palomba – siamo chiamati a riscoprire il dono più grande che Gesù ci ha lasciato: il suo Corpo e il suo Sangue, segno della sua presenza viva in mezzo a noi. L’altare allestito in piazza Luigi Palomba vuole essere espressione della gioia del popolo che vive e condivide questa celebrazione” spiega Don Mario.Accanto agli altari, la città ospiterà anche i tradizionali tappeti artistici, vere e proprie opere di fede e creatività. Nella parrocchia di Santa Maria di Portosalvo, Vincenzo Borrelli realizzerà il tappeto “Eucarestia fonte di luce e di salvezza“.L’ex biblioteca della Villa Comunale Ciaravolo accoglierà l’opera di Antonio Caso, dal titolo “Dall’altare alle strade… Eucarestia cuore pulsante della Chiesa“.Presso il Museo Mac³ sarà possibile ammirare il lavoro di Raffaele Panariello, intitolato “La comunione della misericordia“.Nel Palazzo Baronale, infine, Sergio Eco presenterà il tappeto artistico “Il dono della vita“. “Fractio Panis”: l’altare di Salvatore Seme Tra gli altaristi, Salvatore Seme è alla sua prima esperienza. “L’opera nasce dal Vangelo secondo Luca. L’episodio in cui Gesù si avvicina e mangia alla tavola dei peccatori è centrale e si trova principalmente in due contesti fondamentali: Luca 5, 27-32 e Luca 15, 1-2“, spiega l’artista.Il progetto prende spunto dalla chiamata di Levi e dal banchetto condiviso da Gesù con pubblicani e peccatori, un gesto che manifesta la misericordia divina verso chi è lontano.“Gesù viene rappresentato in piedi, nell’atto di spezzare il pane. Intorno a lui, i personaggi sono interpretati in chiave moderna e rappresentano l’élite, insieme a pubblicani intenti a contare denaro“, racconta Seme.L’opera propone una forte riflessione sulle disuguaglianze sociali contemporanee: “La tavola rappresenta una ricchezza che ignora volutamente la sofferenza altrui, sintesi del divario sociale dove le risorse sono concentrate nelle mani di pochi mentre la maggioranza ne è priva“, sottolinea l’autore.In primo piano trovano spazio alcuni bambini che rappresentano le conseguenze delle ingiustizie sociali. Tra loro compare anche un bambino con la maglia della Turris, inserito dall’artista Salvatore Seme come segno di vicinanza e speranza per la comunità corallina. “La composizione dei bambini è stata cambiata in corso d’opera, avendoci aggiunto anche un bambino con la maglia della Turris, per sensibilizzare le nuove generazioni e come augurio personale al popolo corallino“, spiega Seme. La sciarpa si presenta annodata, indossata: “È l’augurio che possa essere “reindossata” da un amico a me caro Domenico Viscusi, vittima di un esasperato accanimento giudiziario”. Speranze collettive e auspici personali si intrecciano in queste opere d’arte.Sullo sfondo dell’altare prendono forma le sette opere di misericordia corporale: dare da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, assistere i malati, seppellire i morti, vestire gli ignudi, dare un tetto ai senzatetto e visitare i carcerati.“Come in un sogno si materializzano le sette opere di misericordia, richiamando concretamente il messaggio evangelico dell’accoglienza e della carità“, evidenzia l’artista.Con i suoi altari, i tappeti artistici e le celebrazioni religiose, la Festa dei Quattro Altari 2026 si appresta ancora una volta a trasformare il centro storico di Torre del Greco in un grande percorso di fede e bellezza, nel quale tradizione, arte e spiritualità continueranno a dialogare con la vita quotidiana della città. fonte vesuvioweb di Gabriella Licenziato


ID: 17630  Intervento da: camillo scala  - Email: doncamillo57@libero.it  - Data: domenica 7 giugno 2026 Ore: 22:25

Celebrazione alzabandiera per la Festa dei Quattro Altari Torre del Greco 2026








ID: 17629  Intervento da: camillo scala  - Email: doncamillo57@libero.it  - Data: venerdì 5 giugno 2026 Ore: 18:51

TORRE DEL GRECO FESTA 4 ALTARI 2026 ECCO IL PROGRAMMA

















ID: 17628  Intervento da: camillo scala  - Email: doncamillo57@libero.it  - Data: venerdì 5 giugno 2026 Ore: 18:14

TORRE DEL GRECO E' QUI LA FESTA
Due i palchi principali, in piazza Santa Croce e al Mac³. L'affondo del sindaco: «Solo chi non ama Torre del Greco, parla male della festa»
Torre del Greco. Una festa dai grandi numeri, con artisti in grado di richiamare l’attenzione di numerosi appassionati anche da fuori città e tanti talenti locali in grado di animare piazze e strade. Sono gli ingredienti dell’edizione 2026 la festa dei Quattro Altari, la manifestazione che per il terzo anno consecutivo l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella ha inteso tornare a regalare alla cittadinanza, nel solco del recupero delle tradizioni finalizzati al rilancio culturale e turistico di Torre del Greco che sta caratterizzando l’operato del primo cittadino e della sua squadra di governo cittadino.
Il ricco programma di eventi (composto da oltre 40 appuntamenti in varie parti della città tra momenti musicali, spettacoli di intrattenimento e mostre) adatto a tutte le fasce d’età è stato presentato nell’aula consiliare di palazzo Baronale: «Un appuntamento che si rinnova – ha esordito il primo cittadino – e che va nel segno dell’amore per la cultura che è alla base del nostro lavoro. Una cultura che è un volano economico in tutto il mondo. Solo chi non ama Torre del Greco poteva tenere in naftalina la festa, solo chi non ama le proprie tradizioni può rammaricarsi nel vedere rilanciato un così importante momento per la nostra città». Una stoccata, neanche particolarmente velate, alle accuse-social piovute dai banchi dell’opposizione relativamente agli investimenti decisi da palazzo Baronale per riportare in vita una festa «cancellata» nel 2010 da Ciro Borriello & company.
Alla presenza del dirigente del settore Cultura Gaetano Camarda e di tutto lo staff degli uffici che hanno lavorato alla realizzazione della manifestazione e del presidente di Assocoral Vincenzo Aucella (che ha ricordato come, nei giorni della festa, sarà aperto e visitabile su prenotazione il museo virtuale del corallo), è stato illustrato il calendario di eventi. Calendario che avrà due naturali trampolini di lancio: la cerimonia dell’alzabandiera, con apposizione dello storico stendardo sul campanile della basilica di Santa Croce, domenica 7 giugno alle 11.30 e la santa messa per la solennità del Corpus Domini e la successiva processione eucaristica prevista per giovedì 11 giugno a partire dalle ore 19. Sempre giovedì, ma alle 18, è invece prevista l’inaugurazione della mostra “Arte e cultura all’ombra del Vesuvio tra il sublime e l’infinito” promossa dall’Accademia Ercolanese guidata dal presidente Aniello De Rosa.
Il programma della tre giorni ruota attorno alle esibizioni sui due palchi principali: il primo, posto a piazza Santa Croce, ospiterà nell’ordine i Neri per Caso (venerdì 12 giugno), Clementino (sabato 13) e Noemi (domenica 14) con inizio sempre previsto alle 22 (questi, come tutti gli altri spettacoli, sono gratuiti). L’altro palco sarà invece allestito all’esterno del museo Mac³ – davanti all’ex orfanotrofio della Santissima Trinità – e vedrà esibirsi nell’ordine Mariano Grillo e Tony Tammaro (alle 19.30 e 20.30 di venerdì 12), Deddé e Dadà (19.30 e 20 di sabato 13) e Vincenzo Comunale e i Funky Pushertz (19.30 e 20.30 di domenica 14). Queste ultime iniziative rientrano nel programma “Giovani in festa” realizzato in collaborazione con il Forum dei Giovani, che proporrà anche la mostra “Giovani in… tradizione” con l’esposizione di quattro mini-altari realizzati da giovani artisti. Gran finale, come sempre, con lo spettacolo di fuochi pirotecnici nelle acque antistanti il porto. Previste anche le rassegne “ArtTorre teatro in festa” con il coordinamento di Antonello Aprea e l’esizione di otto associazioni e compagnie locali in luoghi della città trasformati in “arene naturali” per spettacoli. Di grande fascino anche “ArtTorre musica in festa” con otto momenti musicali realizzati da artisti e realtà cittadini. A piazza Santa Croce anche un inizio a sorpresa della festa, venerdì 12 giugno alle ore 18: spazio ai sapori con l’apposito villaggio realizzato nella villa comunale Ciaravolo (nei tre giorni, apertura 17.30-23.30). Bancarelle in via Vittorio Veneto e hobbisti in via Comizi a completare una festa che si annuncia ricca di momenti.
La festa non può essere tale senza le opere attorno alle quali ruota tutto il resto: quest’anno gli altari sono stati realizzati da Alfonso Raiola (in piazza Luigi Palomba, titolo “Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai lontano”), Antonino Ammendola (palazzo Baronale, “Il cantiere di Dio, io ti aiuto!”), Salvatore Seme (largo Costantinopoli, “Fractio panis”) e Francesco Scognamiglio (corso Garibaldi, “Coraggio, alzati, ti chiama”). Superati i problemi «logistici» per l’esposizione dei tappeti della festa: le opere portano invece la firma di Vincenzo Borrelli (parrocchia di Santa Maria di Portosalvo, “Eucarestia fonte di luce e di salvezza”), Antonio Caso (ex biblioteca nella villa comunale Ciaravolo, “Dall’altare alle strade… Eucarestia cuore pulsante della chiesa”), Raffaele Panariello (museo Mac³, “La comunione della misericordia”) e Sergio Eco (palazzo Baronale, “Il dono della vita”). metropolisweb


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