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Argomento presente: « 30 MORTI TORRESI »
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ID: 539  Discussione: 30 MORTI TORRESI

Autore: Antiarte di Gennaro Francione  - Email: adramelek@tin.it  - Scritto o aggiornato: mercoledì 4 marzo 2026 Ore: 15:06

Cari amici
stiamo organizzando per il 3 marzo un incontro di parenti e vittime del
disastro di Balvano, presso la stazione.
Alla manifestazione è interessata soprattutto la Regione basilicata,
sperando sempre che il presidente Ciampi, dopo la raccolta delle firme, sia
con noi.
Ormai ci siamo trovati, comunque, e nessuno ci fermerà nel tributo doveroso
di memoria alle nostre povere vittime
Spero che veniate tutti con noi sul treno di luce

Cordialmente
Gennaro Francione.

@@@@@@@@@@@@@@@@@
TRENO DI LUCE 8017:
L'INNO ALLA PACE DEI 521 MORTI DELLA
TRAGEDIA DI BALVANO

www.antiarte.it/trenodiluce

@@@@@@@@@@
SCONTRO TRENI: NEL '44 L'INCIDENTE PIÙ GRAVE,500 MORTI/ANSA

(ANSA) - POTENZA, 7 GEN - È in un galleria - quella "delle armi" - sulla
linea fra Battipaglia (Salerno) e Potenza - il luogo simbolo degli incidenti
ferroviari perché in quel tunnel, nella notte fra il 2 il 3 marzo del 1944
- si verificò l' incidente più grave e più "atipico" della storia italiana,
con oltre 500 morti (la cifra esatta non è mai stata stabilita con
certezza).

La galleria "delle armi" è a pochi chilometri dalla stazione di Balvano
(Potenza): poco meno di due chilometri di buio nel quali il treno 8017,
che quella notte era diretto a Potenza, si fermò per non ripartire più.
Le due pesanti locomotive a vapore che trainavano 47 vagoni (per lo più
adibiti al trasporto di merce) non riuscirono a superare il dislivello della
linea: fatalità, forse segnali interpretati mali fra il personale in
servizio,
di sicuro un carbone di pessima qualità, ricco di zolfo, quindi insieme
molto tossico e poco potente.

Il risultato fu tragico: 509 morti secondo la lapide che li ricorda, nel
cimitero di Balvano; 549 secondo altre fonti. Tutti asfissiati: molti
passarono
dal sonno alla morte. Il treno e il suo carico di morti (i superstiti furono
pochi) fu scoperto all' alba del 3 marzo: la maggior parte dei cadaveri
(402, secondo gli archivi comunali) furono sepolti in quattro fosse comuni.
Le vittime del disastro erano anche loro un simbolo dell'Italia di allora,
divisa in due dalla Seconda Guerra Mondiale: per lo più campani che
raggiungevano
la Basilicata per portarvi oggetti e merce (dagli attrezzi agli abiti, dai
chiodi ad articoli sanitari) per ottenere in cambio cibo e sfamare così
le loro famiglie. (ANSA).
ANTIARTE 2000: LA RIVOLUZIONE DELL'ESTETICA NEL CYBERSPAZIO:
www.antiarte.it

In Torreomnia:
www.torreomnia.com/testi/argenziano/argenziano_treno/set_fra_treno.htm


 
 
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ID: 17606  Intervento da: camillo scala  - Email: doncamillo57@libero.it  - Data: mercoledì 4 marzo 2026 Ore: 15:06

Balvano, 3 marzo 1943. Le vittime di Torre del Greco

Corrono in tanti affannanti alla stazione da vasciammare e da capotorre da santamarialabruna e dai cappuccini di parenti e di amici a domandare ieri sera partiti col merci diretti ai paesi
del sud.

Forse uno è tornato dei tanti torresi partiti.L'avite visto a ffráteme Tatonno? Iammo a ssèntere a Rresina,nu cristiano è tturnato,sul'isso s’è ssarvato.

Rusario chi l’ha visto? Steva cu Ggiacumino.Pietose si rincorrono domande e nomi e nomi si ripetono ma già senza speranza.Balvano, 3marzo 1944.I morti di Torre del Greco.Me chiagno a ffigliome Giuvannino vintitrè l'anni ca teneva.E ffrateme Giggino l'avite visto?

Páteme Austino e zzizì Tatonno stevano cu ffrateme Vicienzo na brutta fine, nu criaturo,sultanto riciassett’anni,ancora nu uaglione
troppo priésto pe mmurì.

Ancora un filo sottile di pietosa speranza è rimasta.Iammo a vveré û spitale.Partimmo, pure a ppere,ma io u vulesse veré a mmaritome Giggino "

I’ vaco a Bbalvano. Voglio ì a spiá â ggente S'è salvata na certa Giulia? Verite bbuono capità, fosse û spitale? Tra cadaveri ammassati si cerca. E poi: "Addi' donna Giulia. Addio".

A zi' Teresina,e ffigliama Carmilina,teneva sulo riciannov'anni,e ffrateme Ciccillo riciassette puvuriéllo e ddon Mimì, zi' Armando, u nonno Errico,e ffigliome Tatunniello, manco vint'anni Tummaso, Carminiello, Gennarino,tutti amici 'i vasciupontajatta,pe nnu' mmurì ’i famme a ffá sta vita 'i mmerda.Che brutta fine sta notte spierti.

Torre piange gli amici, i parenti,stu lutto ce attocca mparanza E cche brav'ommo ronn'Aniello.E mmo cumme pozzo cchiù campá senza a ffigliome Vicenziello,sirici anni sulamente troppo priésto p’a nicissità s'è ffatto ommo.

Zi' Arturo cinquant'anni e Nnatalino riciassette.Gerardo, cu nnammurato mio Tatonno sti poveri giuvani scampati â uerra,’a r’a morte sotto û sole all'Africa,opure nfunno û mare affugati,fuiuti ’a mano î teteschi,pe mmuri' rurmenno,e sparpetianno ’a r’u ggass strafucati.

Aieri era u juorno ca faceva cinquantaruianni maritome Peppeniello e a festa ce ha fatta u ggass r’u treno a Bbalvano.

Chill'era ancora na criatura ancora n'anema 'i Ddio quattuordici anni Pinuccio mio puvuriello.Nun c'è misericordia e cch'aveva fatto? Nu mme pozzo rassigná. SALVATORE ARGENZIANO


ID: 17605  Intervento da: camillo scala  - Email: doncamillo57@libero.it  - Data: mercoledì 4 marzo 2026 Ore: 14:35








ID: 17600  Intervento da: camillo scala  - Email: doncamillo57@libero.it  - Data: mercoledì 4 marzo 2026 Ore: 14:30

Bardi e il ricordo della tragedia di Balvano
Era il 3 marzo 1944 quando ci fu la più grande tragedia ferroviaria d'Italia. Il Presidente domani sarà a Balvano per partecipare alla Santa Messa in ricordo delle vittime del treno 8017. "Questa è una cicatrice che attraversa il cuore del Mezzogiorno".
C’è un silenzio che pesa più del fumo e dell’acciaio tra le pareti della Galleria delle Armi. È il silenzio di oltre seicento anime che, nell’oscurità di quel 3 marzo 1944, cercavano solo un pezzo di pane e hanno trovato la fine. Domani, a 82 anni dalla più grande tragedia ferroviaria d’Italia, il Presidente della Regione, Vito Bardi, sarà a Balvano per onorare la memoria delle vittime del treno 8017.“Quella di Balvano è una cicatrice che attraversa il cuore del Mezzogiorno – dice Bardi -. Uomini, donne e ragazzi che sfidavano la guerra e la fame, ammassati su un treno merci con la sola colpa di voler sopravvivere. Ricordarli oggi significa restituire dignità a chi, per decenni, è rimasto prigioniero di un oblio collettivo”.
Il Presidente parteciperà alla Santa Messa, un momento di raccoglimento che unirà idealmente la Basilicata alla Campania, terre legate da un destino di dolore e solidarietà. Al termine della celebrazione, nel cimitero comunale, verrà inaugurato il mosaico in ceramica vietrese “Momento in Memoria”, un’opera che cristallizza nel colore e nell’arte il sacrificio di chi non fece mai ritorno a casa.Il ricordo corre lungo i binari della Battipaglia-Metaponto, toccando anche Cava de’ Tirreni, dove domani verrà deposta una corona di fiori per i 35 concittadini rimasti in quella galleria. “Vedere le nostre comunità unite nel ricordo, da Salerno a Potenza – continua Bardi – è il segno che quella tragedia ci appartiene ancora. Quelle persone non erano “clandestini” nel senso moderno del termine, erano padri e madri di famiglia che “nutrivano speranze di pace”, come recita la targa di Cava. Il monossido di carbonio ha spento i loro respiri, ma non può spegnere il dovere della nostra memoria. Essere a Balvano domani significa dire che nessuna vita è invisibile. E che la storia della Basilicata – conclude Bardi – passa anche attraverso queste stazioni del dolore che abbiamo il dovere di trasformare in presidi di umanità”.


ID: 17575  Intervento da: camillo scala  - Email: doncamillo57@libero.it  - Data: lunedì 27 ottobre 2025 Ore: 15:35

Luigi Mennella sindaco: posto al cimitero il monumento in memoria delle vittime di Balvano
Nella tragedia morirono quasi seicento persone: trenta erano cittadini di Torre del Greco
“In memoria dei nostri concittadini defunti nel tragico disastro ferroviario avvenuto in Balvano il 3 marzo 1944”: è la scritta che campeggia sul monumento a forma di binario posto all’interno del cimitero di Torre del Greco e che ricorderà le vittime torresi di una della più immani tragedie ferroviarie della storia nazionale, quella del 3 marzo 1944 nella quale morirono quasi seicento persone. Di queste, trenta erano appunto di Torre del Greco: si tratta di Antonio Accardo, Rosario Amato, Giacomo Amitrano, Giovanni Ascione, Luigi Ascione, Agostino Avventurato, Vincenzo Avventurato, Luigi Balzano, Edmondo Betti, Giulietta Brancaccio, Mariateresa Castaldo, Carmela D’Aniello, Francesco Paolo De Luca; Domenico Di Cristo, Armando Di Somma, Enrico Esposito, Antonio Formisano, Tommaso Giocondo, Carmine Izzo, Antonio Luna, Gennaro Organista, Aniello Paduano, Vincenzo Pernice, Arturo Pierini, Natale Pinto, Gerardo Pontillo, Armando Somma, Antonio Tammaro, Giuseppe Velardo e Giuseppe Versante.Il monumento è stato scoperto ieri, domenica 26 ottobre, nell’area del cimitero posto a ridosso della scale che portano alla chiesa madre, luogo scelto perché “di transito per tanti concittadini – ha spiegato il sindaco Luigi Mennella – in maniera che questa tragedia, che tanto ha segnato la nostra città, resti per sempre nella memoria di Torre del Greco, rappresentando un ricordo di tante vittime che sul quel treno speravano di poter trovare una vita migliore”.
Il disastro si verificò nella galleria Delle Armi, nei pressi della stazione di Balvano-Ricigliano, nel potentino. Il treno merci trasportava numerose persone e si fermò all’interno del tunnel, senza riuscire a proseguire a causa dell’eccessivo peso e della pendenza della linea ferrata. I tentativi di far muovere il convoglio, trainato da due locomotive, provocarono la formazione di un elevato quantitativo di gas di scarico altamente tossico che causò il decesso di centinaia di persone (fonti del Consiglio dei Ministri parlarono di 517 vittime, ma secondo alcune testimonianze i morti sarebbero stati di più, quasi seicento).Insieme al primo cittadino torrese, alla cerimonia di scoprimento hanno partecipato il sindaco di Balvano (Potenza), Ezio Di Carlo; il vicesindaco Michele Polese; la vicepresidente del consiglio regionale Loredana Raia; il presidente del consiglio comunale, Gaetano Frulio; il consigliere delegato al cimitero, Antonio D’Ambrosio; un’ampia rappresentanza delle forze dell’ordine cittadine; i familiari della vittime. A benedire il monumento è stato il cappellano del cimitero, don Ciro Scognamiglio. A margine della cerimonia è stato ricordato come la struttura in ferro sulla quale poggia la targa sulla quale è segnata la data di apposizione del monumento (posta nella parte bassa della struttura) è stata gentilmente omaggiata dai fratelli Versante di via Fontana. “Come amministrazione comunale – afferma il consigliere comunale con delega al cimitero, Antonio D’Ambrosio – ci siamo immediatamente attivati appena è giunta alla nostra attenzione la richiesta di realizzare il monumento. Già nel corso delle celebrazioni del 2 novembre, durante la consueta processione in programma al cimitero, è prevista anche una sosta dinanzi al nuovo monumento, con un momento di preghiera in memoria delle vittime di Balvano. Mi preme infine ringraziare il dirigente Antonio Sarnello, il direttore Lorenzo Palomba e tutti i dipendenti del settore e gli operai impegnati al cimitero per il costante e infaticabile lavoro svolto quotidianamente”.
Torre del Greco, 27 ottobre 2025


ID: 17571  Intervento da: camillo scala  - Email: doncamillo57@libero.it  - Data: venerdì 24 ottobre 2025 Ore: 20:29

Scoprimento del monumento ai caduti della tragedia di Balvano, che si terrà domenica 26 ottobre alle 10.30 presso il cimitero comunale. Nella sciagura ferroviaria, avvenuta nel 1944 e nella quale persero la vita circa seicento persone, 28 furono le vittime di Torre del Greco.

ID: 17570  Intervento da: camillo scala  - Email: doncamillo57@libero.it  - Data: venerdì 24 ottobre 2025 Ore: 20:29

Scoprimento del monumento ai caduti della tragedia di Balvano, che si terrà domenica 26 ottobre alle 10.30 presso il cimitero comunale. Nella sciagura ferroviaria, avvenuta nel 1944 e nella quale persero la vita circa seicento persone, 28 furono le vittime di Torre del Greco.

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