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Argomento presente: « CARRO TRIONFALE IMMACOLATA 2026 »
ID: 17641  Discussione: CARRO TRIONFALE IMMACOLATA 2026

Autore: camillo scala  - Email: doncamillo57@libero.it  - Scritto o aggiornato: mercoledì 23 settembre 2026 Ore: 20:11

𝐁𝐎𝐙𝐙𝐄𝐓𝐓𝐎 𝐂𝐀𝐑𝐑𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐈𝐌𝐌𝐀𝐂𝐎𝐋𝐀𝐓𝐀 𝟐𝟎𝟐𝟲
TITOLO “𝙈𝙖𝙧𝙞𝙖 𝙑𝙚𝙧𝙜𝙞𝙣𝙚 𝙛𝙖𝙩𝙩𝙖 𝘾𝙝𝙞𝙚𝙨𝙖”

Come da tradizione, il 19 settembre, festa di san Gennaro nostro patrono, viene esposto in Basilica 𝗶𝗹 𝗯𝗼𝘇𝘇𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝗿𝗿𝗼 𝘁𝗿𝗶𝗼𝗻𝗳𝗮𝗹𝗲 per la solennità dell’Immacolata Concezione 2026, che sarà esplorabile virtualmente presso il sito web della basilica che sarà reso accessibile nelle prossime settimane (𝙝𝙩𝙩𝙥𝙨://𝙬𝙬𝙬.𝙗𝙖𝙨𝙞𝙡𝙞𝙘𝙖𝙨𝙖𝙣𝙩𝙖𝙘𝙧𝙤𝙘𝙚.𝙞𝙩).
𝗜𝗹 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝘀𝗶𝘁𝗼 sarà uno spazio istituzionale, curato dalla parrocchia, dedicato alla vita liturgica e pastorale della Basilica e al suo patrimonio storico e artistico. Una sezione accompagnerà il cammino verso l'8 dicembre, con il 𝗯𝗼𝘇𝘇𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝗿𝗿𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗶𝗻 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗮𝘃𝗶𝗴𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲, le schede di approfondimento sui simboli e l'archivio delle edizioni precedenti. Il sito è anche un modo per rendere accessibile a fedeli, studiosi e visitatori un patrimonio che appartiene a tutta la città.
Il bozzetto del carro di quest’anno, ideato dal 𝗺𝗮𝗲𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗦𝗰𝗼𝗴𝗻𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼, è il risultato di anni di esperienza vissuti nel mondo dell’arte torrese. Tale progetto, maturato lungo il corso di questi mesi, sarà consegnato nelle mani di 𝗥𝗶𝗰𝗰𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗟𝗮𝗺𝗯𝗲𝗿𝘁𝗶, storico realizzatore del carro trionfale.
In occasione degli 800 anni del transito di S. Francesco, quest’anno 𝗶𝗹 𝘁𝗶𝘁𝗼𝗹𝗼 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗼 𝗲̀ “𝗠𝗔𝗥𝗜𝗔 𝗩𝗘𝗥𝗚𝗜𝗡𝗘 𝗙𝗔𝗧𝗧𝗔 𝗖𝗛𝗜𝗘𝗦𝗔”. Nelle fonti francescane (FF 259-260) c'è una preghiera in cui il Serafico chiama Maria proprio «Vergine fatta Chiesa». Questa definizione mariana è una tra le più significative della tradizione francescana:
- 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗲̀ “𝗩𝗲𝗿𝗴𝗶𝗻𝗲”: è totalmente disponibile, è lo spazio aperto e puro dove Dio può prendere carne: è Immacolata, è il "sì" senza riserve alla Parola e totalmente aperto all'azione di Dio.
- 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗲̀ "𝗳𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗖𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮”: “𝘌𝘤𝘤𝘭𝘦𝘴𝘪𝘢 𝘧𝘢𝘤𝘵𝘢 𝘦𝘴𝘵”, cioè non è lei ad agire, ma è Dio ad agire in lei. Maria è “fatta Chiesa", nel senso che non pretende qualcosa da Dio, ma si lascia cambiare la vita da Lui. In altre parole, come Maria si è lasciata “fare” da Dio, come Francesco si è lasciato “fare” da Dio, così anche noi siamo chiamati a lasciarci cambiare da Gesù.
Nell'anno in cui si ricorda l'ottavo centenario della morte di san Francesco d'Assisi (1226-2026), 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗿𝗿𝗼 𝘂𝗻𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗶𝗹 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗿𝗼𝗰𝗼𝗰𝗼̀ 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗰𝗲𝗻𝘁𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗮𝗶 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶 𝘁𝗲𝗺𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗽𝗶𝗿𝗶𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗳𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮. Le architetture laterali riprendono le volute e i cartocci ornamentali settecenteschi. Il carro si inserisce così nella tradizione delle macchine da festa, architetture effimere pensate per la celebrazione e per la meraviglia dei fedeli. 𝗟𝗮 𝗰𝗿𝗼𝗺𝗶𝗮 è quella classica dell'iconografia dell'Immacolata: il bianco della purezza e della grazia, l'azzurro del cielo, l'oro della gloria. Anche questa tavolozza incrocia la storia francescana.Tra i cartocci dorati si contano dodici stelle per lato: è la corona della donna vestita di sole, che nell'Apocalisse porta sul capo «una corona di dodici stelle» (Ap 12,1), immagine che la tradizione ha riferito a Maria e alla Chiesa.
𝗔𝗹 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼, sotto lo stemma francescano, campeggia il monogramma mariano. L'accostamento non è casuale. Tommaso da Celano racconta che Francesco amava la Madre di Gesù di un amore indicibile, «perché aveva reso nostro fratello il Signore della maestà». Racconta anche che la volle avvocata dell'Ordine, affidando i suoi frati alla sua protezione. Più tardi il beato Giovanni Duns Scoto, a sostenere che Cristo, mediatore perfetto, ha redento sua Madre nel modo più alto, preservandola dal peccato originale. È la linea accolta da Pio IX nella bolla 𝘐𝘯𝘦𝘧𝘧𝘢𝘣𝘪𝘭𝘪𝘴 𝘋𝘦𝘶𝘴 dell'8 dicembre 1854, che definì Maria preservata da ogni macchia di colpa originale in previsione dei meriti di Cristo (𝘪𝘯𝘵𝘶𝘪𝘵𝘶 𝘮𝘦𝘳𝘪𝘵𝘰𝘳𝘶𝘮 𝘊𝘩𝘳𝘪𝘴𝘵𝘪 𝘐𝘦𝘴𝘶). Nella 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 corre una cornice con ghirlande di fiori annodate da nastri e fiocchi, anch'esse dodici per lato, in rispondenza alle stelle. I fiori, motivo caro all'ornato rococò, evocano la bellezza dell'Immacolata cantata dall'antica antifona «𝘛𝘰𝘵𝘢 𝘱𝘶𝘭𝘤𝘩𝘳𝘢 𝘦𝘴, 𝘔𝘢𝘳𝘪𝘢», che riprende il Cantico dei Cantici (Ct 4,7). Richiamano insieme la «sora nostra matre Terra» che nel Cantico di Francesco produce frutti «con coloriti flori et herba».
𝗦𝘂𝗹 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗲 del carro alcuni putti sorreggono un cartiglio con i versi del "Cantico di frate Sole", o "delle Creature", composto da Francesco tra il 1225 e il 1226 e considerato tra i primi testi poetici della letteratura italiana. In questa lode ogni creatura diventa fratello e sorella, a cominciare da «sora Luna e le stelle», che il Signore ha formato «clarite et pretiose et belle». Sono le stesse stelle che sul carro incoronano la Vergine, la donna che l'Apocalisse mostra con la luna sotto i piedi. Dal Cantico prende nome anche l'enciclica "𝘓𝘢𝘶𝘥𝘢𝘵𝘰 𝘴𝘪'" di papa Francesco (2015).
𝗦𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗲, una figura a tutto tondo ritrae san Francesco inginocchiato in preghiera davanti alla Vergine. È il Francesco del Saluto alla beata Vergine Maria, che la invoca come «Vergine fatta Chiesa» e la saluta palazzo, tabernacolo e casa di Dio. Nella 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 una struttura architettonica riproduce la Porziuncola, la chiesetta di Santa Maria degli Angeli nella pianura ai piedi di Assisi. Francesco la riparò con le proprie mani e, secondo san Bonaventura, la amò più di ogni altro luogo al mondo. Qui comprese la propria vocazione ascoltando il Vangelo, qui accolse Chiara, qui ottenne, secondo la tradizione, l'indulgenza del Perdono di Assisi. Nell'infermeria accanto, oggi Cappella del Transito, morì il 3 ottobre 1226. 𝗟'𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗲 𝗹'𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼 della chiesetta saranno decorati con i colori e le scene dell'originale, per ricreare sul carro l'atmosfera raccolta di quel luogo. Lo scorso 6 agosto anche papa Leone XIV vi si è fermato in preghiera silenziosa, al termine della S. Messa con i giovani. Dedicata alla Madre di Dio, la Porziuncola chiude il racconto del carro: la chiesetta in cui Francesco si affidò alla Vergine diventa segno di una fede che, per Maria, conduce a Cristo.
𝐏𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: Maestro Francesco Scognamiglio
𝐑𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: Maestro Riccardo Lamberti
 
 

ID: 17643  Intervento da: camillo scala  - Email: doncamillo57@libero.it  - Data: mercoledì 23 settembre 2026 Ore: 20:11

Immacolata a Torre del Greco, presentati anche i primi carricielli: una tradizione tra memoria e speranza

A Torre del Greco la tradizione dell’Immacolata torna a raccontarsi anche attraverso l’arte dei carri in miniatura. Per il 2026, il progetto firmato da Simone Mennella propone una rappresentazione fortemente legata alla fede e al significato del cammino cristiano, tra riferimenti alla Redemptoris Mater di San Giovanni Paolo II, alla figura della Vergine Maria e al messaggio di fraternità di San Francesco d’Assisi.L’arte del carro in miniatura: eredità che si rinnova L’idea nasce da una proposta di Gianluigi Pernice, che realizzerà l’opera raccogliendo il testimone della lunga esperienza e dei preziosi insegnamenti del padre Silvio. Un passaggio di consegne che assume un significato particolare all’interno di una tradizione che trova nella trasmissione tra generazioni una delle sue ragioni più profonde.Dalla Redemptoris Mater ai primi carricielli: un percorso di fede e tradizione Il filo conduttore del carriciello è quello del pellegrinaggio, inteso come percorso di fede della Chiesa e dell’umanità. Un concetto che ha portato Simone Mennella, autore del bozzetto, a guardare alla Redemptoris Mater, l’enciclica con cui San Giovanni Paolo II approfondisce il ruolo di Maria nel cammino della Chiesa.Un legame con la tradizione che per Mennella affonda le radici anche nell’infanzia, quando, da bambino, costruiva i suoi primi carricielli: “Ho pensato subito a un’opera che parlasse proprio di un cammino di fede: un percorso che potesse rispecchiare tutti, dai più grandi ai più umili e poveri” racconta Mennella, spiegando come la progettazione sia nata dall’incontro tra il proprio percorso personale, la devozione per l’Immacolata e ciò che negli anni ha imparato osservando e vivendo la tradizione torrese.Le colonne e le due scene al centro: il racconto della fede La struttura del carro si sviluppa attraverso maestose colonne barocche, che assumono un valore simbolico oltre la loro funzione architettonica. Rappresentano la solidità della tradizione cristiana e della Chiesa, chiamata a sostenere e accompagnare l’uomo anche nelle fasi più difficili della storia.Al centro della composizione trovano spazio due scene contrapposte: la Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso, simbolo della frattura originaria tra l’uomo e Dio, e l’Annunciazione, momento nel quale il “sì” di Maria alla volontà divina diventa l’inizio del cammino verso la redenzione.La Croce e San Francesco nel segno della fraternità Sul fronte del carro si innalza la Croce gloriosa, circondata da rami d’ulivo. Un richiamo diretto alla pace, al sacrificio e alla vittoria di Cristo sulla morte. Un messaggio particolarmente attuale, rivolto a un’umanità ancora segnata da guerre e conflitti.Sul retro, invece, trova posto San Francesco d’Assisi, figura scelta per richiamare i valori della fraternità e umiltà:“La figura del Santo d’Assisi non poteva mancare“, sottolinea l’autore A completare la narrazione è la presenza della Madonna, collocata sullo sfondo come figura materna e guida dell’intero percorso. È Lei a raccogliere le sofferenze e speranze dell’umanità. Immacolata: presenza radicata nell’identità torrese Nel progetto di Mennella, il significato religioso dell’opera si intreccia inevitabilmente con il profondo rapporto che lega Torre del Greco alla sua tradizione religiosa: “Per noi torresi l’Immacolata non è una semplice ricorrenza sul calendario, ma un appuntamento che si respira fin da bambini“, racconta, richiamando il legame che da sempre unisce la comunità alla Vergine.“La mia speranza è che la devozione non sia un sì riservato solo a quei giorni di festa o ai momenti bui e di difficoltà, ma uno stile di vita per tutti i 365 giorni dell’anno“, afferma l’artista torrese.Arte e fede per un messaggio di speranza Il carriciello nasce anche con un obiettivo preciso: parlare a chi lo osserva attraverso un linguaggio di simboli riconoscibili: “Spero che questo progetto sia un vero messaggio di evangelizzazione e speranza per tutti“, spiega Mennella, auspicando che chi lo vedrà sfilare possa percepire un messaggio semplice ma profondo: nessuno deve sentirsi solo nel proprio cammino. Il carriciello guarda alle nuove generazioni “Quest’arte può continuare a vivere se viene tramandata di generazione in generazione“, sottolinea Mennella.Il carriciello diventa così non soltanto un’espressione artistica legata alla festa dell’Immacolata, ma anche uno strumento di formazione e aggregazione.“È una catena meravigliosa che non dobbiamo spezzare” afferma l’artista, richiamando la necessità di preservare quel passaggio di conoscenze, passioni e manualità che permette alla tradizione di continuare a vivere.Pellegrinaggio come filo conduttore del progetto Se c’è una parola capace di riassumere l’intero progetto, per Mennella è “pellegrinaggio”: quello della fede e dell’umanità richiamato dalla Redemptoris Mater. È il percorso verso la pace indicato da San Francesco e, al tempo stesso, l’impegno affidato alle nuove generazioni, chiamate a custodire e tramandare la tradizione dei carri in miniatura.Un itinerario che intreccia fede, arte e comunità e trova nell’Immacolata il proprio punto di riferimento.“Nel messaggio affidato al carriciello, la festa non si esaurisce nella giornata dell’8 dicembre, ma prosegue ogni giorno attraverso la memoria, partecipazione e volontà di consegnare alle nuove generazioni una tradizione profondamente radicata nel cuore di Torre del Greco” conclude Simone Mennella.


ID: 17642  Intervento da: camillo scala  - Email: doncamillo57@libero.it  - Data: sabato 19 settembre 2026 Ore: 15:38

All'amico geniale il fu LUIGI MARI ideatore di questo megasito rinnovo e dedico questo argomento CARRO TRIONFALE IMMACOLATA 2026 in sua memoria
Il carro dell’Immacolata nel nome di San Francesco: Maria “Vergine fatta Chiesa”

Torre del Greco. È nel segno di San Francesco d’Assisi il nuovo carro trionfale dedicato all’Immacolata Concezione, Maria “Vergine fatta Chiesa” che accompagnerà la comunità verso le celebrazioni dell’8 dicembre 2026. Il bozzetto – presentato oggi, 19 settembre, festa di san Gennaro, patrono della città – viene esposto nella basilica di Santa Croce e svela un progetto che intreccia la tradizione della festa con la spiritualità francescana.Il titolo scelto per l’edizione 2026 è “Maria Vergine fatta Chiesa”, espressione tratta dalla preghiera che San Francesco rivolge alla Vergine nel Saluto alla beata Vergine Maria.
Una formula che diventa il filo conduttore dell’intera composizione e che, nell’anno in cui ricorre l’ottavo centenario della morte del santo di Assisi, assume un significato particolarmente intenso. A firmare il progetto è il maestro Francesco Scognamiglio, mentre la realizzazione sarà affidata alle mani dello storico costruttore del carro trionfale, Riccardo Lamberti. Il risultato annunciato è un incontro tra il linguaggio ornamentale del rococò settecentesco e alcuni dei temi più profondi della tradizione francescana.Le architetture laterali riprendono volute e cartocci tipici delle decorazioni settecentesche, richiamando quella dimensione spettacolare e insieme effimera propria delle macchine da festa. Il bianco, l’azzurro e l’oro dominano la cromia del progetto: i colori tradizionalmente associati all’Immacolata, alla purezza, al cielo e alla gloria.Tra i cartocci dorati compaiono dodici stelle per ciascun lato. Il riferimento è all’immagine della donna dell’Apocalisse, con la corona di dodici stelle, figura che la tradizione cristiana ha riferito a Maria e, insieme, alla Chiesa.Al centro della composizione, sotto lo stemma francescano, trova posto il monogramma mariano, a sottolineare il legame tra la Vergine e la spiritualità del santo di Assisi.È proprio questo rapporto a costituire uno dei nuclei simbolici del carro. Francesco d’Assisi ebbe infatti una particolare devozione per Maria, che considerava avvocata e protettrice del proprio Ordine.Nel corso dei secoli, la riflessione francescana sulla Vergine avrebbe trovato un passaggio significativo anche nella teologia di Giovanni Duns Scoto, sostenitore della preservazione di Maria dal peccato originale, tema poi definito dogmaticamente da Pio IX con la bolla Ineffabilis Deus dell’8 dicembre 1854.La decorazione prosegue nella parte inferiore con una successione di ghirlande floreali, annodate da nastri e fiocchi, anch’esse disposte secondo il numero dodici. I fiori appartengono al repertorio ornamentale del rococò, ma nel progetto assumono anche un valore simbolico: richiamano l’immagine della bellezza di Maria cantata dall’antica antifona Tota pulchra es, Maria e, allo stesso tempo, la natura celebrata da Francesco nel Cantico delle Creature.È proprio al Cantico che guarda un altro elemento collocato sul fronte del carro. Alcuni putti sorreggono infatti un cartiglio con i versi della celebre composizione francescana, scritta tra il 1225 e il 1226. Le stelle cantate da Francesco come «clarite et pretiose et belle» tornano così nella rappresentazione della Vergine, creando un legame tra la lode del Creato e l’iconografia mariana.Sul fronte trova posto anche una figura a tutto tondo di san Francesco, inginocchiato in preghiera davanti alla Vergine.È il santo del Saluto alla beata Vergine Maria, colui che chiama Maria «Vergine fatta Chiesa» e la riconosce come palazzo, tabernacolo e casa di Dio.Il percorso simbolico del carro trova quindi il suo compimento nella parte posteriore, dove sarà riprodotta la Porziuncola, la piccola chiesa di Santa Maria degli Angeli, nella pianura di Assisi. Un luogo profondamente legato alla vicenda personale e spirituale di Francesco: qui il santo comprese la propria vocazione, qui accolse Chiara e qui, secondo la tradizione, maturò la richiesta dell’indulgenza del Perdono di Assisi. Accanto alla chiesetta si trova la Cappella del Transito, l’infermeria dove Francesco morì il 3 ottobre 1226.Sul carro, l’interno e l’esterno della Porziuncola saranno decorati riprendendo colori e scene dell’originale, con l’obiettivo di restituire anche visivamente l’atmosfera raccolta di quel luogo. Un richiamo che acquista ulteriore attualità dopo la preghiera silenziosa che papa Leone XIV vi ha compiuto lo scorso 6 agosto, al termine della Messa celebrata con i giovani.La Porziuncola diventa così l’ultima tappa di un racconto che parte dall’Immacolata e attraversa la spiritualità francescana. Maria, posta al centro del carro, non è soltanto la figura verso cui converge la composizione artistica, ma il tramite attraverso cui il progetto interpreta il rapporto tra Francesco, la Chiesa e Cristo.Intanto, il cammino verso l’8 dicembre avrà anche una nuova dimensione digitale. La Basilica si prepara infatti a inaugurare nelle prossime settimane il proprio nuovo sito istituzionale, dedicato alla vita liturgica e pastorale, oltre che al patrimonio storico e artistico della chiesa.Al suo interno sarà disponibile una sezione dedicata al carro dell’Immacolata 2026, con una versione digitale navigabile del bozzetto, approfondimenti sui simboli e un archivio delle edizioni precedenti.Un modo per portare oltre gli spazi della Basilica una tradizione profondamente radicata nella città e renderne la storia accessibile a fedeli, studiosi e visitatori.Il carro del 2026 si prepara così a diventare non soltanto una macchina scenografica per la festa dell’Immacolata, ma un racconto per immagini costruito intorno a Maria e alla spiritualità di Francesco, nel segno degli ottocento anni dalla morte del santo di Assisi.DORTUCCI METROPOLIS



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