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| Argomento presente: « CARRO TRIONFALE IMMACOLATA 2026 » | |||||
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| ID: 17643 Intervento
da:
camillo scala
- Email:
doncamillo57@libero.it
- Data:
mercoledì 23 settembre 2026 Ore: 20:11
Immacolata a Torre del Greco, presentati anche i primi carricielli: una tradizione tra memoria e speranza A Torre del Greco la tradizione dell’Immacolata torna a raccontarsi anche attraverso l’arte dei carri in miniatura. Per il 2026, il progetto firmato da Simone Mennella propone una rappresentazione fortemente legata alla fede e al significato del cammino cristiano, tra riferimenti alla Redemptoris Mater di San Giovanni Paolo II, alla figura della Vergine Maria e al messaggio di fraternità di San Francesco d’Assisi.L’arte del carro in miniatura: eredità che si rinnova L’idea nasce da una proposta di Gianluigi Pernice, che realizzerà l’opera raccogliendo il testimone della lunga esperienza e dei preziosi insegnamenti del padre Silvio. Un passaggio di consegne che assume un significato particolare all’interno di una tradizione che trova nella trasmissione tra generazioni una delle sue ragioni più profonde.Dalla Redemptoris Mater ai primi carricielli: un percorso di fede e tradizione Il filo conduttore del carriciello è quello del pellegrinaggio, inteso come percorso di fede della Chiesa e dell’umanità. Un concetto che ha portato Simone Mennella, autore del bozzetto, a guardare alla Redemptoris Mater, l’enciclica con cui San Giovanni Paolo II approfondisce il ruolo di Maria nel cammino della Chiesa.Un legame con la tradizione che per Mennella affonda le radici anche nell’infanzia, quando, da bambino, costruiva i suoi primi carricielli: “Ho pensato subito a un’opera che parlasse proprio di un cammino di fede: un percorso che potesse rispecchiare tutti, dai più grandi ai più umili e poveri” racconta Mennella, spiegando come la progettazione sia nata dall’incontro tra il proprio percorso personale, la devozione per l’Immacolata e ciò che negli anni ha imparato osservando e vivendo la tradizione torrese.Le colonne e le due scene al centro: il racconto della fede La struttura del carro si sviluppa attraverso maestose colonne barocche, che assumono un valore simbolico oltre la loro funzione architettonica. Rappresentano la solidità della tradizione cristiana e della Chiesa, chiamata a sostenere e accompagnare l’uomo anche nelle fasi più difficili della storia.Al centro della composizione trovano spazio due scene contrapposte: la Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso, simbolo della frattura originaria tra l’uomo e Dio, e l’Annunciazione, momento nel quale il “sì” di Maria alla volontà divina diventa l’inizio del cammino verso la redenzione.La Croce e San Francesco nel segno della fraternità Sul fronte del carro si innalza la Croce gloriosa, circondata da rami d’ulivo. Un richiamo diretto alla pace, al sacrificio e alla vittoria di Cristo sulla morte. Un messaggio particolarmente attuale, rivolto a un’umanità ancora segnata da guerre e conflitti.Sul retro, invece, trova posto San Francesco d’Assisi, figura scelta per richiamare i valori della fraternità e umiltà:“La figura del Santo d’Assisi non poteva mancare“, sottolinea l’autore A completare la narrazione è la presenza della Madonna, collocata sullo sfondo come figura materna e guida dell’intero percorso. È Lei a raccogliere le sofferenze e speranze dell’umanità. Immacolata: presenza radicata nell’identità torrese Nel progetto di Mennella, il significato religioso dell’opera si intreccia inevitabilmente con il profondo rapporto che lega Torre del Greco alla sua tradizione religiosa: “Per noi torresi l’Immacolata non è una semplice ricorrenza sul calendario, ma un appuntamento che si respira fin da bambini“, racconta, richiamando il legame che da sempre unisce la comunità alla Vergine.“La mia speranza è che la devozione non sia un sì riservato solo a quei giorni di festa o ai momenti bui e di difficoltà, ma uno stile di vita per tutti i 365 giorni dell’anno“, afferma l’artista torrese.Arte e fede per un messaggio di speranza Il carriciello nasce anche con un obiettivo preciso: parlare a chi lo osserva attraverso un linguaggio di simboli riconoscibili: “Spero che questo progetto sia un vero messaggio di evangelizzazione e speranza per tutti“, spiega Mennella, auspicando che chi lo vedrà sfilare possa percepire un messaggio semplice ma profondo: nessuno deve sentirsi solo nel proprio cammino. Il carriciello guarda alle nuove generazioni “Quest’arte può continuare a vivere se viene tramandata di generazione in generazione“, sottolinea Mennella.Il carriciello diventa così non soltanto un’espressione artistica legata alla festa dell’Immacolata, ma anche uno strumento di formazione e aggregazione.“È una catena meravigliosa che non dobbiamo spezzare” afferma l’artista, richiamando la necessità di preservare quel passaggio di conoscenze, passioni e manualità che permette alla tradizione di continuare a vivere.Pellegrinaggio come filo conduttore del progetto Se c’è una parola capace di riassumere l’intero progetto, per Mennella è “pellegrinaggio”: quello della fede e dell’umanità richiamato dalla Redemptoris Mater. È il percorso verso la pace indicato da San Francesco e, al tempo stesso, l’impegno affidato alle nuove generazioni, chiamate a custodire e tramandare la tradizione dei carri in miniatura.Un itinerario che intreccia fede, arte e comunità e trova nell’Immacolata il proprio punto di riferimento.“Nel messaggio affidato al carriciello, la festa non si esaurisce nella giornata dell’8 dicembre, ma prosegue ogni giorno attraverso la memoria, partecipazione e volontà di consegnare alle nuove generazioni una tradizione profondamente radicata nel cuore di Torre del Greco” conclude Simone Mennella. |
| ID: 17642 Intervento
da:
camillo scala
- Email:
doncamillo57@libero.it
- Data:
sabato 19 settembre 2026 Ore: 15:38
All'amico geniale il fu LUIGI MARI ideatore di questo megasito rinnovo e dedico questo argomento CARRO TRIONFALE IMMACOLATA 2026 in sua memoria Il carro dell’Immacolata nel nome di San Francesco: Maria “Vergine fatta Chiesa” Torre del Greco. È nel segno di San Francesco d’Assisi il nuovo carro trionfale dedicato all’Immacolata Concezione, Maria “Vergine fatta Chiesa” che accompagnerà la comunità verso le celebrazioni dell’8 dicembre 2026. Il bozzetto – presentato oggi, 19 settembre, festa di san Gennaro, patrono della città – viene esposto nella basilica di Santa Croce e svela un progetto che intreccia la tradizione della festa con la spiritualità francescana.Il titolo scelto per l’edizione 2026 è “Maria Vergine fatta Chiesa”, espressione tratta dalla preghiera che San Francesco rivolge alla Vergine nel Saluto alla beata Vergine Maria. Una formula che diventa il filo conduttore dell’intera composizione e che, nell’anno in cui ricorre l’ottavo centenario della morte del santo di Assisi, assume un significato particolarmente intenso. A firmare il progetto è il maestro Francesco Scognamiglio, mentre la realizzazione sarà affidata alle mani dello storico costruttore del carro trionfale, Riccardo Lamberti. Il risultato annunciato è un incontro tra il linguaggio ornamentale del rococò settecentesco e alcuni dei temi più profondi della tradizione francescana.Le architetture laterali riprendono volute e cartocci tipici delle decorazioni settecentesche, richiamando quella dimensione spettacolare e insieme effimera propria delle macchine da festa. Il bianco, l’azzurro e l’oro dominano la cromia del progetto: i colori tradizionalmente associati all’Immacolata, alla purezza, al cielo e alla gloria.Tra i cartocci dorati compaiono dodici stelle per ciascun lato. Il riferimento è all’immagine della donna dell’Apocalisse, con la corona di dodici stelle, figura che la tradizione cristiana ha riferito a Maria e, insieme, alla Chiesa.Al centro della composizione, sotto lo stemma francescano, trova posto il monogramma mariano, a sottolineare il legame tra la Vergine e la spiritualità del santo di Assisi.È proprio questo rapporto a costituire uno dei nuclei simbolici del carro. Francesco d’Assisi ebbe infatti una particolare devozione per Maria, che considerava avvocata e protettrice del proprio Ordine.Nel corso dei secoli, la riflessione francescana sulla Vergine avrebbe trovato un passaggio significativo anche nella teologia di Giovanni Duns Scoto, sostenitore della preservazione di Maria dal peccato originale, tema poi definito dogmaticamente da Pio IX con la bolla Ineffabilis Deus dell’8 dicembre 1854.La decorazione prosegue nella parte inferiore con una successione di ghirlande floreali, annodate da nastri e fiocchi, anch’esse disposte secondo il numero dodici. I fiori appartengono al repertorio ornamentale del rococò, ma nel progetto assumono anche un valore simbolico: richiamano l’immagine della bellezza di Maria cantata dall’antica antifona Tota pulchra es, Maria e, allo stesso tempo, la natura celebrata da Francesco nel Cantico delle Creature.È proprio al Cantico che guarda un altro elemento collocato sul fronte del carro. Alcuni putti sorreggono infatti un cartiglio con i versi della celebre composizione francescana, scritta tra il 1225 e il 1226. Le stelle cantate da Francesco come «clarite et pretiose et belle» tornano così nella rappresentazione della Vergine, creando un legame tra la lode del Creato e l’iconografia mariana.Sul fronte trova posto anche una figura a tutto tondo di san Francesco, inginocchiato in preghiera davanti alla Vergine.È il santo del Saluto alla beata Vergine Maria, colui che chiama Maria «Vergine fatta Chiesa» e la riconosce come palazzo, tabernacolo e casa di Dio.Il percorso simbolico del carro trova quindi il suo compimento nella parte posteriore, dove sarà riprodotta la Porziuncola, la piccola chiesa di Santa Maria degli Angeli, nella pianura di Assisi. Un luogo profondamente legato alla vicenda personale e spirituale di Francesco: qui il santo comprese la propria vocazione, qui accolse Chiara e qui, secondo la tradizione, maturò la richiesta dell’indulgenza del Perdono di Assisi. Accanto alla chiesetta si trova la Cappella del Transito, l’infermeria dove Francesco morì il 3 ottobre 1226.Sul carro, l’interno e l’esterno della Porziuncola saranno decorati riprendendo colori e scene dell’originale, con l’obiettivo di restituire anche visivamente l’atmosfera raccolta di quel luogo. Un richiamo che acquista ulteriore attualità dopo la preghiera silenziosa che papa Leone XIV vi ha compiuto lo scorso 6 agosto, al termine della Messa celebrata con i giovani.La Porziuncola diventa così l’ultima tappa di un racconto che parte dall’Immacolata e attraversa la spiritualità francescana. Maria, posta al centro del carro, non è soltanto la figura verso cui converge la composizione artistica, ma il tramite attraverso cui il progetto interpreta il rapporto tra Francesco, la Chiesa e Cristo.Intanto, il cammino verso l’8 dicembre avrà anche una nuova dimensione digitale. La Basilica si prepara infatti a inaugurare nelle prossime settimane il proprio nuovo sito istituzionale, dedicato alla vita liturgica e pastorale, oltre che al patrimonio storico e artistico della chiesa.Al suo interno sarà disponibile una sezione dedicata al carro dell’Immacolata 2026, con una versione digitale navigabile del bozzetto, approfondimenti sui simboli e un archivio delle edizioni precedenti.Un modo per portare oltre gli spazi della Basilica una tradizione profondamente radicata nella città e renderne la storia accessibile a fedeli, studiosi e visitatori.Il carro del 2026 si prepara così a diventare non soltanto una macchina scenografica per la festa dell’Immacolata, ma un racconto per immagini costruito intorno a Maria e alla spiritualità di Francesco, nel segno degli ottocento anni dalla morte del santo di Assisi.DORTUCCI METROPOLIS |
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