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Argomento presente: « LA LIRICA PER GLI ANTA TORRESI »
ID: 7443  Discussione: LA LIRICA PER GLI ANTA TORRESI

Autore: la redazione  - Email: info@stampatipografica.it  

Il Teatro cosiddetto all’italiana.

LA LIRICA
AMATA DAGLI
ANTA TORRESI
del CASATO CORACE
LA DONNA E' MOBILE - Canta Yuri Corace


DONNA NON VIDI MAI - Canta Yuri Corace


LIBIAMO - Duetto Yuri e Lara Corace


QUESTA O QUELLA - Canta Yuri Corace


E LUCEAN LE STELLE - Canta Yuri Corace


CHE GELIDA MANIN - Canta Yury Corace


UNA FURTIVA LAGRIMA - Canta Yuri Corace


NESSUN DORMA - Canta Yuri Corace


MATTINATA - Canta Yuri Corace


LA CI DAREM LA MANO
Cantano Alfredo e Lara Corace


VISSI D'ARTE - Canta Lara Corace


O MIO BABBINO CARO - Canta Lara Corace


UN BEL DI' VEDREMO - Canta Lara Corace


MI CHIAMANO MIMI'
Canta Lara Corace


“ R O M A N T I C A”
O P E R E T T A C H O U E T T E
ideata, scritta, interpretata e diretta da

L A R A SOPRANO
Y U R I TENORE
ALFREDO CORACE BARITONO
MARIA GIOCONDA SANTANIELLO SOPRANO
CON SILVANA SARNO
CORO“MYRIAM’S
HARMONY ”PERFORMANCE GROUP

ORCHESTRA STABILE
“ OLD NEAPOLITAN ORCHESTRA ”

CORPO DI BALLO
N U M A D A N C E e D a n c e t e a m e d y
diretto da Giuseppe Panico, Nunzio
De Stefano e Francesco Firminio Palazzolo

CORO“MYRIAM’S
HARMONY ”PERFORMANCE GROUP

ORCHESTRA STABILE
“ OLD NEAPOLITAN ORCHESTRA ”

CORPO DI BALLO
N U.M A D A N C E e D a n c e team edy
diretto da Nunzio De Stefano,
Giuseppe Panico e Francesco Firminio Palazzolo

CON PANICO ANGELA
BALDARI CIRO, FIORENTINO ROSA,
GENOVESE MARIANNA, LAINO PAOLA,
IMPROTA EDVIGE, MEROLLA CAROLINA,
TARANTINO ANTONIO E TARANTINO
MARIA ROSARIA.

direttore di scena Teresa Campana, scenografie di Kira Focaccia,

costumi di Maria Russo.

Scenografie, arredi, costumi, amplificazioni, service luci, microfonia, effetti, trasporti ed attrezzature del Centro A. P. Myriam
ORGANIZZAZIONE GENERALE
DELL’ORDO MONASTICUS TEMPLARUM
DE ‘’ I CAVALIERI DI NOSTRA SIGNORA
DEL TEMPIO ‘’ ,
BOLLA EPISCOPALE LUMEN GENTIUM


Sito ufficiale:
www.casatocorace.com
Alfredo Francesco Corace - Capocomico


Lara francesca Giovanna Corace


YuriA alessio Giampaolo Corace


Soprano Maria Gioconda Santaniello

PERCHE’ ‘’ROMANTICA ‘’…..

….. Stimolato a dovere da amici e fans , pensai :-sarebbe bello per un napoletano mettere in scena a napoli un’operetta. Ci riflettei, mi convinsi ….e determinai di farla. Certo ,dopo il grande successo ottenuto con ‘’ tratto napoletano ‘’ imbarcarci in una tematica teatrale e musicale assolutamente agli antipodi di quella napoletana costituiva un grosso rischio, quel modo cosi’ ‘’ strano ‘’ di recitare…quel tipo di comicita’, quella cultura non proprio vicinissima a quella partenopea vuoi per la dizione vuoi per tanti altri motivi non costituivano certamente ostacoli semplici da superare, soprattutto quando vidi gli sguardi e i volti costernati della compagnia quando proposi di mettere in scena un’operetta . Vi fu il panico generale ed un rifiuto quasi totale. Molto democraticamente decisi di farla ugualmente confidando nell’affetto e nella fiducia che essi nutrvano per me. Avevo ragione , dopo oltre sei mesi di prove, ora sono tutti entusiasti di questa
Nuova esperienza. Il primo ostacolo all’atto della realizzazione fu subito la scelta dell’operetta, quale una delle solite poi spingendo piu’ in la il pensiero considerai che il pubblico avrebbe dovuto attender il momento di quelle due o tre romanze maggiori per poter gustare appieno quella serata, mi dissi - peccato mi piacerebbe travolgere il pubblico con una continua ondata dei brani piu’ famosi piu’ belli , non dare il tempo alla gente di crogiolarsi per il brano appena ascoltato di strauss che gia’ e’ pronto lehar a tentarli con un altro capolavoro, e cosi’ via.
. Si puo’ fare , perche’ no , mi dissi, gia’ ma sarebbe alquanto statico cantare brani uno dietro l’altro e basta, lo hanno gia’ messo in scena in tanti in tal modo , non sarebbe altro che un concerto di romanze. Fu a questo punto che maturai l’idea di prendere foglio e penna e realizzare romantica, una operetta nuova, un nuovo testo con il frasario di quell’epoca, con quel tipo di battute, con quel tipo di recitazione etc.
Doveva pero’essere un’operetta chouette , insomma allegra , sfiziosa , friccicarella
Laddove la trama,con i vari momenti,dovesse di volta in volta introdurre in modo logico e conseguenziale i sedici brani proposti , scelti fra quelli belli fra i piu’ belli, dando anche al pubblico il modo di partecipare maggiormente intuendo in tal modo la romanza che di li’ a poco si sarebbe eseguita, e poi ci voleva un corpo di ballo degno del nome e della fama dell’operetta, ne ho scelti due fra i piu’ bravi di napoli, con dei maestri fantastici. E l’orchestra poi all’altezza , non e’ stato facile, altrettanto per preparare il coro, la scenografia ed i costumi, la bijoutterie, quanta fatica , fra solisti , coro, attori, orchestra,sarti, costumisti, direttori di scena, tecnici etc . Si e’ allestito uno staff di oltre 80 persone. Ed il 20-21-22 maggio presenteremo in prima nazionale al palapartenope in napoli ed ai napoletani un lavoro tutto napoletano.
Un grazie va a quel folle di rino manna, il proprietario del palapartenope il quale non ha creduto che la mia, fosse una follia ed un grazie anticipato a tutti coloro che verranno a vederci , crediamo che possa valerne la pena non fosse altro che per ascoltare quelle meravigliose romanze interpretate dalla stupenda voce di lara e yuri e dalla voce fresca e giovane di maria gioconda santaniello con il mio modesto contributo e con la voce di rita varra calda ed esperta e quella di giovanni baiano e silvana sarno. Tutti ben supportati dal coro myriam’s harmony performance group e la old neapolitan orchestra..

“ R O M A N T I C A”
O P E R E T T A C H O U E T T E
con un cast di 80 elementi , 50 artisti in scena, 16 tra le più belle e famose romanze d’operetta in un contesto inedito di storia, balli, costumi, scenografie ed intrighi… della “belle epoque” partenopea.

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Soprano torrese in Torreomnia:

www.torreomnia.com/musica_classica.htm



Salvatore De Luca
della redazione

 
 

ID: 7667  Intervento da: Penza Francesco  - Email: francopenza@interfree.it

IL MELODRAMMA DA UN'OTTICA MODERNA
ANGEL - La vita, il romanzo
Un film di François Ozon. Con Romola Garai, Lucy Russell, Michael Fassbender, Sam Neill, Charlotte Rampling, Jacqueline Tong, Janine Duvitski, Christopher Benjamin. Genere Drammatico, colore 118 minuti. - Produzione Gran Bretagna, Belgio, Francia 2007. - Distribuzione Teodora Film

Revival del melodramma fiammeggiante, cioé spinto e spudorato com'era consuetudine tra gli anni Trenta e i Cinquanta, Angel è un film da amare. O da odiare se le suddette referenze dovessero costituire un'aggravante. Il primo film girato in inglese dal raffinato Francois Ozon sceglie, in effetti, di spingere il pedale senza remore sull'epopea della scrittrice «per servette» Angel Deverell, eroina di finzione ispirata allo storico identikit della bestsellerista vittoriana Maria Corelli.


Un caleidoscopio di colpi alti e bassi del destino che avvicina vertiginosamente la protagonista all'icona di Scarlett O'Hara/Vivien Leigh (e poi a quelle scolpite da Bette Davis, Joan Crawford & Co.), con la differenza di un'aggiornata «voglia di carriera» che la vede decisa a trasformare la sua vita in un romanzo... Un personaggio fantastico, di cui non sapresti se deplorare le piccinerie intellettuali o esaltare gli strenui trasporti. Ozon gioca sul filo del ridicolo, ma un formidabile supporto glie lo offre Romola Garai, l'attrice già notata in Espiazione che sembra nata per la parte di donna infantile, sognatrice, manipolatrice e megalomane. Fotografia, costumi, musiche e arredamento, va da sé, «recitano» sulla falsariga del cinema d'antan che si rivolgeva al pubblico infischiandosene di cineclub, critica e festival.
Da Il Mattino, novembre 2007



Dott. Franco Penza
della redazione


ID: 7445  Intervento da: la redazione  - Email: info@torreomnia.it

NOTE DI REPERTORIO DEL MELODRAMMA

NOTE DI REPETORIO PER I MENO INIZIATI

L'Opera ha avuto origine dal desiderio, da parte di molti intellettuali rinascimentali, di voler riportare in vita, in lingua italiana, la tragedia classica greca.
Si pensava che quest'ultima fosse interamente cantata, anche nei recitativi, in quel modo che poi venne definito con una espressione divenuta poi famosa, "recitar cantando".
Così facendo si diede ampio spazio alla parola che, valorizzata in tutte le sue sfumature, orientò i compositori verso la monodia in contrapposizione a quella polifonia che stava vivendo, con il madrigale drammatico, l'estremo tentativo di far sopravvivere un genere oramai prossimo all'esaurimento del suo ciclo estetico.
E' interessante sottolineare che, se si era partiti dalla necessità di riscoprire l'antico, si finì per creare un genere teatrale del tutto nuovo che prese, appunto, il nome di "Melodramma".

Nella foto a lato: una scena della Boheme

I primi esperimenti in merito, nati all'interno di quelle riunioni presso casa Bardi, ossia quella specie di 'laboratorio' indicato come Camerata fiorentina, portarono alla nascita anagrafica del melodramma legata all'esecuzione dell'Euridice del Rinuccini, musicata dal Peri, in occasione delle nozze di Maria de' Medici ( 1600 ).
Il Melodramma ebbe manifestazioni rilevanti anche a Mantova e a Roma - nei primi decenni del '600 - rispettivamente con Monteverdi e la librettistica del cardinale Rospigliosi, a Venezia con l'apertura del primo teatro a pagamento, vale a dire il San Cassiano ( 1637 ), a Napoli anche grazie all'apertura dei primi Conservatori, vere scuole professionali da cui vennero fuori i musicisti che fecero di questo genere una vera e propria industria , a Vienna ( 1700 ), grazie alle riforme legate ai nomi dei due poeti cesarei più importanti del periodo - Zeno e Metastasio - e, per finire, ancora a Napoli per l'opera buffa.

E' un periodo lunghissimo caratterizzato da continue aperture di teatri, dallo sviluppo della scenotecnica e dal divismo dei cantanti, dal passaggio dai soggetti iniziali mitologico-pastorali a quelli successivi fantastico-romanzeschi o storici, dalle riforme rivoluzionarie miranti all'impellente necessita' di ripulimento formale, e dall'excursus storico dell'opera buffa passata dalla farsa all'opera di carattere ( melodramma giocoso ), per poi giungere alla commedia sentimentale.
Ci si ritrova, dopo quasi due secoli, ad assistere alla nascita dell'opera ottocentesca che, influenzata da movimenti filosofici, letterari, storici e politici, spostera' il suo interesse verso quei soggetti adatti ad un genere di opera serio, in contrapposizione a quello comico che si esaurira' verso il 1850 e che tornera' a donarci ancora un suo validissimo esempio solo nel 1893, grazie al Falstaff di Verdi.
E' un secolo d'oro che contempla l'opera di Rossini, Donizetti, Bellini e Verdi, per poi rifugiarsi nell'irrequietezza della Scapigliatura con operisti come Boito, Ponchielli e Catalani, ed infine giungere, nel quarto di secolo prima della seconda guerra mondiale, al periodo della cosiddetta "Giovane Scuola" che impose la produzione di cinque musicisti, vale a dire Puccini, Leoncavallo, Mascagni, Cilea e Giordano.
Anche in Francia ed in Germania si assiste, nello stesso periodo, ad una vera esplosione, rispettivamente, del Grand-opéra e di una forma di rappresentazione teatrale, come dire, "totale" in cui confluissero, fondendosi, parole, suono ed azione.
E' il cosiddetto Wort-Ton-Drama, vera e propria rivoluzione del teatro musicale portata a compimento da Richard Wagner, caratterizzato da due elementi quali il Leitmotiv ( temi e motivi conduttori ) e la melodia infinita, con conseguente abbandono della distribuzione in strofe e dell'impiego della rima.
Il dopo Wagner e'un periodo legato piu' ad una necessita' di sperimentazione, fattore che conduce all'imposizione di una tipologia d'opera rivolta ad un ristretto pubblico di intenditori.
La produzione moderna vede una prima reazione al wagnerismo con Debussy e la celeberrima Pellèas et Mélisande.
Vede, altresì, l'opera di Strauss ( Elektra , Il cavaliere della Rosa, Arianna a Nasso ), l'esperienza del teatro espressionista di Schoenberg e l'opera su drammi di gran rilievo di Alban Berg ( Wozzeck, Lulu' ).
Sono da menzionare le opere di Stravinsky ( che muove i suoi passi dal fiabesco Rossignol al neo-classico Carriera d'un libertino ), la produzione operistica russa, l'eclettismo di Britten, la ricchezza melodica ed armonica dell'opera di Gershwin ( Porgy and Bess ), la produzione di Menotti ( autore, egli stesso, dei libretti ), il linguaggio musicale di Pizzetti che si estrinseca nel 'recitativo cantato', ispirato all'originaria forma ( il recitativo fiorentino del '600 ), con lo scopo di trovare una perfetta aderenza fra musica e testo.
Ecco cos'e' l'Opera.
E' continua evoluzione, continuo divenire del discorso musicale: e' magia, sogno ed emozione.
E' voglia, o meglio, neccessita' di fare teatro, che ha caratterizzato da sempre la civilta' umana, a partire dalle prime forme di spettacolo medievali, profane e licenziose, sino a giungere alle nuove, rivoluzionarie e sempre piu' perfette forme di teatro moderno.

Fonte www.music-on-tnt.com/gm/melodramma.htm


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