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Argomento presente: « MOSCATI SANTO DELL'OSPEDALE MARESCA »
ID: 7196  Discussione: MOSCATI SANTO DELL'OSPEDALE MARESCA

Autore: Serena Mari  - Email: sery_mari@hotmail.com  - Scritto o aggiornato: sabato 1 marzo 2014 Ore: 14:06


RAI UNO: STASERA E DOMANI LA REPLICA DI "GIUSEPPE MOSCATI", IL MEDICO SANTO CHE PRESTO' LA SUA OPERA ANCHE A TORRE, INCURABILI, oggi MARESCA
POTETE VEDERE SEMPRE LE REPLICHE QUI SOTTO SENZA INTERRUZIONI PUBBLICITARIE

Italiani: poeti, santi e navigatori. Ma quando?

Truffe continue in casa di anziani, i più deboli e indifesi. Sottrazioni sulle pensioni e i risparmi in banca con acquisti fittizi tramite telematica.
Politici avidi e disonesti che sfruttano il ..."popolo sovrano".
Sanitari corrotta fino all'omicidio continuato per lucro con interventi chirurgici inutili. Altre 20 cliniche indagate.

Ricordiamo tre personaggi esemplari vissuti a Torre del Greco: un politico onesto italiano, e i due santi uomini. Ci fa bene.

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Oltre a Giuseppe Moscati? (Vedi film integrale in questa sezione)

Dove sei Enrico De Nicola a Torre?
Dove sei Beato Vincenzo torrese?
Dove sei Padre Buhl a Torre?
Il medico santo operava pure a Torre presso la succursale dell'ospedale degli Incurabili al Corso Vittorio Emanuele di Torre del Greco



Nel 1906 ci fu l’eruzione del Vesuvio e Moscati si distinse nell’opera di soccorso. A Torre del Greco fece sgomberare l’ospedale ed egli stesso aiutò gli ammalati ad uscire prima che il tetto crollasse.

Nella foto a lato: La Chiesa S. M. del Popolo di Torre del Greco, sulla cui vecchia struttura una volta c'era la succursale dde' "Gli incurabili" dove Moscati prestava la sua opera.

La sede Torrese dell'Ospedale Gli Incurabile era a Corso V. Emanuele al posto preciso dell'attuale Chiesa S. Maria del Popolo di Don Filippo. Infatti nella chiesa di Torre il medico santo viene ricordato e venerato con una effigie.

Due giorni dopo inviò una lettera al Direttore generale sanitario degli spedali Riuniti, proponendo gratificazioni per i torresi che lo avevano aiutato, pregando di non essere nominato lui.
La prima puntata del film TV trasmesso su RAI 1, che adesso potrete vedere qui in versione integrale, mostra, specie nella seconda parte, diverse sequenze dell'eruzione del 1906 e l'azione di moscati nell'ospedale Incurabili succursale di Torre del Greco.
Un Santo contemporaneo, un laico molto vicino a noi. Non ha fatto nulla di clamoroso, ma in tutta la sua vita, nelle piccole e grandi scelte di ogni giorno, ha sempre seguito la via della Giustizia, della Solidarietà e dell’Amore. E’ un po’ come se fosse diventato santo giorno dopo giorno, mettendo in secondo piano i suoi interessi e i suoi desideri”. (...Proprio come i medici d'oggi..." (N.d.r.).


Nella foto a lato Beppe Fiorello nella parte di Giuseppe Moscati e Kasia Smutniak nel ruolo della primncipessa napoletana innamorata di lui.

Così il regista Giacomo Campiotti parla del suo “Giuseppe Moscati – L’amore che guarisce”, il film tv in due puntate che Raiuno propone in prima serata mercoledì 26 e giovedì 27 settembre. Interpretato da un intenso Beppe Fiorello (…“non recita Moscati, e’ Moscati, e arriva al cuore” dice ancora il regista) il film e’ liberamente ispirato alla vita del medico dei poveri, proclamato santo da Papa Wojtyla, e alla sua opera innovatrice nel campo della medicina e della ricerca scientifica.
Nel cast Ettore Bassi e’ Giorgio Piromallo, il perfetto antagonista, l’amico che diventa il peggior nemico; Kasia Smutniak e’ la principessa Cajafa; Paola Casella da’ il volto ad una dolente Cloe; Antonella Stefanucci ed Emanuela Grimalda sono rispettivamente la sorella Nina e Suor Elga. Non mancano, anche nei ruoli minori, attori di grande spessore come Giorgio Colangeli che interpreta il professor De Lillo o Giuseppe Zeno che veste i panni di Arcangelo
Il film e’ stato girato a Napoli, città nella quale Giuseppe Moscati (nato a Benevento nel 1880) ha trascorso gli anni della sua giovinezza, compiuto gli studi di medicina e il suo intero percorso umano e scientifico, e dove ha vissuto fino alla morte, nel 1927, stroncato a soli 46 anni. Parte degli esterni e’ stata invece realizzata nel centro storico di Cosenza, un teatro di posa perfetto per un film d’epoca dove sono ambientate le scene che si riferiscono al capoluogo campano della fine dell’800 e dei primi del Novecento.
La miniserie “Giuseppe Moscati”, che si inserisce in un ciclo di fiction dedicate a grandi personaggi della Storia poco noti, come il Commissario Palatucci (“Senza confini”), “Salvo d’Acquisto” e altri progetti in preparazione, ha vinto il concorso internazionale del ROMA FICTION FEST 2007, come miglior miniserie.

...E A PROPOSITO DI SANTITA' TORRESE...

IL BEATO VINCENZO ROMANO:
www.torreomnia.com/religione/vromano.htm

FRATEL GREGORIO BUHL 40 ANNI DI SANTITA' A TORRE:
www.torreomnia.com/religione/fratel_gregorio


A cura di Salvatore Scala della redazione

 

 

ID: 7966  Intervento da: la redazione  - Email: info@torreomnia.it  - Data: mercoledì 26 dicembre 2007 Ore: 19:08

La fiction RAI integrale qui
Film RAI integrale in due puntate del medico santo Giuseppe Moscati che sovente prestava il servizio alla succursale dell'Ospedale Incurabili a Torre del Greco sito al posto dell'attuale Chiesa di S. Maria del Popolo, dove oggi si venera.
Le sequenze di Torre del Greco sono nel 2° tempo.
Ambientato nella Napoli povera del primo novecento colpita da inedia e malattie, uno spaccato partenopeo così veristicamente già descritto all'epoca da Matilde Serao.
FILM INTEGRALE RAI di 3 ore anche a pieno schermo

.....

Attenzione il play dei film consentono anche lo schermo intero. Per computer più lenti attendere prima un pezzo di caricamento.

ID: 7763  Intervento da: Penza Francesco  - Email: francopenza@interfree.it  - Data: sabato 1 dicembre 2007 Ore: 01:06

SAN GIUSEPPE MOSCATI IN TV
del dott. Francesco Penza

In tempi di brutture di tutto ciò che è santo e bello San Giuseppe è stato scambiato per un eroe del Risorgimento. Per fugare ogni dubbio sulle sue presunte qualità amatorie viste nel film, dal padre Antonio Tripodoro S.I. riportiamo in Giuseppe Moscati, il Medico Santo di Napoli, visto attraverso i suoi scritti e le testimonianze dei contemporanei: Moscati non è stato mai fidanzato. Fin da giovane era chiara la sua vocazione: dedicarsi totalmente all’aiuto degli ammalati e soprattutto dei più poveri.
Al riguardo sono significative le parole che scrisse al senatore Giuseppe D’Andrea il 26 luglio 1919, dopo la nomina a direttore della III Sala uomini dell’ospedale degli Incurabili: “Da ragazzo guardavo con interesse all’Ospedale degli incurabili, che mio padre mi additava lontano dalla terrazza di casa, ispirandomi sentimenti di pietà per il dolore senza nome, lenito in quelle mura.
Un salutare smarrimento mi prendeva e cominciavo a pensare alla caducità di tutte le cose e le illusioni passavano, come cadevano i fiori degli aranceti, che mi circondavano…”In seguito egli si dedicherà a Dio col voto di castità e lo si deduce da quanto afferma parlando della Madonna del Buon Consiglio “effigiata nella chiesa delle Sacramentine.
Innanzi a questa immagine di Lei- continua- e in questa chiesi io feci abiura degli affetti impuri e terreni”. Probabilmente l’idea del fidanzamento è nata dalla pagina del suo diario, dove scrive:”Oh, se i giovani nella loro esuberanza sapessero che le illusioni di amore, per lo più frutto di una viva esaltazione dei sensi, sono passeggere!(…)
Ce ne accorgiamo in età più inoltrata, quando ci avviciniamo per le umane vicende, per caso, al fuoco che ci aveva infiammati e non ci riscalda più”. Poi continua:”Ho dovuto osservare una signora che, nei miei anni giovanili, aveva riempito i miei sogni, ed ella non lo sapeva.
Chi l’avrebbe mai pensato che un giorno costei sarebbe ricorsa a me? Sempre impressionante quella bellezza! Ed io ho compiuto il mio dovere umanitario tranquillamente, nobilmente, senza che vibrasse al cuore corda dentro di me. Mi ha domandato, perché io potessi paragonare il suo stato attuale con l’antica floridezza, se l’avessi mai vista prima. Ho risposto di no. E non era una bugia. Era un’altra quella dei miei primi anni, scomparsa senza rammarico e senza rimpianto, purificato il cuore!”

SUL SET DELLA FICTION RAI




Dott. Francesco Penza


ID: 7608  Intervento da: la redazione  - Email: info@torreomnia.it  - Data: lunedì 12 novembre 2007 Ore: 11:37



Documento originale del medico santo Giuseppe Moscati scritto a ad una ragazza di Torre del Greco di 18 anni che è poi morta dopo 70 anni, a 96 anni:

....

Stamani ci è "caduto" tra le mani, nella redazione di Via Purgatorio, una ricetta del medico-santo Giuseppe Moscati che operò anche nella succursale dell'Ospedale degli Incurabili al Corso Vittorio Emanuele a Torre del Greco.

Il testo: 6 giugno 1924/Catarro bronchiale diffuso/C'è una lieve irritazione dell'orlo pleurico di destra in alto/prenda per vario tempo della tintura di iodio nel latte, da 7-8 gocce a 100 gocce, aumentando 3-4 gocce al giorno e poi discendendo/si alimenti di tutto senza restrizioni, prenda qualche cucchiaino di sciroppo Zamel nella Giornata.
16 luglio 1924/ E' guarita. (Termine richiesto dalla ragazza per dimostrare ad eventuali corteggiatori di non essere malata. N.d.r. per testimonianza del latore di questa ricetta) ripetere la cura nello autunno e inverno.

Vedi anche argomento su Moscati e la fiction della Rai in questo sito
www.torreomnia.it/forum/leggi.asp?id=7196

P.S. - Se sono esistiti sotto il vesuvio uomini come Giuseppe Moscati ed Enrico De Nicola vuol dire che "spes ultima dea". Baronato bianco e corruzione politica sono la massima espressione del degrado della napoletanità.
Si noti, al di là della santità, la deontologia nel linguaggio, delicato e amorevole verso il paziente, e la chiarezza della scrittura in contrapposizione alla grafia "latinorum" di quei medici moderni speculatori.
Coloro che non credono in Dio credano almeno nella cristianità di certi uomini che hanno fatto della propria vita una missione per gli altri.


Serena Mari della redazione


ID: 7208  Intervento da: Vito D'Adamo  - Email: Viad37@online.de  - Data: venerdì 28 settembre 2007 Ore: 10:09

Carissimi,
quanti sentimanti, quanta emozione a guardare il filmato su Giuseppe Moscati! Non conoscevo niente di lui, tranne che mio padre era un suo ardente fedele e ne parlava con suadente fervore. Poi, qualche segno di croce nella Chiesa del Gesù, a Napoli, prima di recarci all'attiguo Liceo, forse nella speranza che Qualcuno ci soccorrese nelle interrogazioni del Prof Guerriero, o ce le evitasse. Ora a saperlo Santo e fraquentatore di Torre del Greco, medico nell'ospedale, distrutto nel settembre 1943 da bombe alleate - ne abbiamo parlato ultimamente in questo Forum -, ricordare il suo ritratto, esposto al culto in Santa Maria del Popolo, retta da Don Filippo, è quasi come se avessi ritrovato in famiglia, io lontano, un prezioso amico.
Grazie.


NONNOVITO.

Nella foto di gruppo del De Bottis, già pubblicata nelle scolastiche di TORREOMNIA, Roberto Liverino è il secondo dalla destra, seduto in prima fila, con divisa da marinaretto, Prego la redazione di inserirla nelle mie condoglianze alla famiglia.


ID: 7198  Intervento da: Serena Mari  - Email: info@torreomnia.it  - Data: giovedì 27 settembre 2007 Ore: 00:27

GIUSEPPE MOSCATI

(1880-1927)
Muore a 46 anni il medico santo

Giuseppe Moscati nacque il 25 luglio 1880 a Benevento, settimo tra i nove figli (sic) del magistrato Francesco Moscati e di Rosa De Luca, dei marchesi di Roseto. Fu battezzato il 31 luglio 1880.
Nel 1881 la famiglia Moscati si trasferí ad Ancona e poi a Napoli, ove Giuseppe fece la sua prima comunione nella festa dell'Immacolata del 1888. Dal 1889 al 1894 Giuseppe compì i suoi studi ginnasiali e poi quelli liceali al " Vittorio Emanuele ", conseguendovi con voti brillanti la licenza liceale nel 1897, all'etá di appena 17 anni. Pochi mesi dopo, cominciò gli studi universitari presso la facoltà di medicina dell'Ateneo partenopeo.
E' possibile che la decisione di scegliere la professione medica.Nel 1893, infatti, suo fratello Alberto, tenente di artiglieria, fu portato a casa dopo aver subito un trauma inguaribile in seguito ad una caduta da cavallo. Per anni Giuseppe prodigò le sue cure premurose al fratello tanto amato, e allora dovette sperimentare la relativa impotenza dei rimedi umani e l'efficacia dei conforti religiosi, che soli possono darci la vera pace e serenità.
Vuole guarire o lenire le piaghe del corpo, ma è, al tempo stesso, profondamente convinto che anima e corpo sono tutt'uno e desidera ardentemente di preparare i suoi fratelli sofferenti all'opera salvifica del Medico Divino.
Il 4 agosto 1903, Giuseppe Moscati conseguì la laurea in medicina con pieni voti e diritto alla stampa, coronando così in modo degno il " curriculum " dei suoi studi universitari. A distanza di cinque mesi dalla laurea, il dottor Moscati prende parte al concorso pubblico indetto per l'ufficio di assistente ordinario negli Ospedali Riuniti di Napoli e fece sbalordire esaminatori e compagni.
Dal 1904 il Moscati presta servizio di coadiutore all'ospedale degl'Incurabili, a Napoli, e fra l'altro organizza l'ospedalizzazione dei colpiti di rabbia e, mediante un intervento personale molto coraggioso, salva i ricoverati nell'ospedale di Torre del Greco, durante l'eruzione del Vesuvio nel 1906.

Nella foto a lato: Torre del Greco - Eruzione del 1906

Nel 1911 prende parte al concorso pubblico per sei posti di aiuto ordinario negli Ospedali Riuniti e lo vince in modo clamoroso. Si succedono le nomine a coadiutore ordinario, negli ospedali e poi, in seguito al concorso per medico ordinario, la nomina a direttore di sala, cioè a primario.
Durante la prima guerra mondiale è direttore dei reparti militari negli Ospedali Riuniti. A questo " curriculum " ospedaliero si affiancano le diverse tappe di quello universitario e scientifico: dagli anni universitari fino al 1908.
Nel 1911 ottiene, per titoli, la Libera Docenza in Chimica fisiologica; ha l'incarico di guidare le ricerche scientifiche e sperimentali nell'Istituto di Chimica biologica. Dal 1911 insegna, senza interruzioni, " Indagini di laboratorio applicate alla clinica " e " Chimica applicata alla medicina ", con esercitazioni e dimostrazioni pratiche. A titolo privato, durante alcuni anni scolastici, insegna a numerosi laureati e studenti semeiologia e casuistica ospedaliera, clinica e anatomo-patologica. Per vari anni accademici espleta la supplenza nei corsi ufficiali di Chimica fisiologica e Fisiologia. Nel 1922, consegue la Libera Docenza in Clinica Medica generale, con dispensa dalla lezione o dalla prova pratica ad unanimità di voti della commissione.
Celebre e ricercatissimo nell'ambiente partenopeo quando è ancora giovanissimo, il professor Moscati conquista ben presto una fama di portata nazionale ed internazionale per le sue ricerche originali, i risultati delle quali vengono da lui pubblicati in varie riviste scientifiche italiane ed estere.
Non sono tuttavia unicamente e neppure principalmente le doti geniali ed i successi clamorosi del Moscati - la sua sicura metodologia innovatrice nel campo della ricerca scientifica, il suo colpo d'occhio diagnostico fuori del comune - che suscitano la meraviglia di chi lo avvicina. Più di ogni altra cosa è la sua stessa personalità che lascia un'impressione profonda in coloro che lo incontrano, la sua vita limpida e coerente, tutta impregnata di fede e di carità verso Dio e verso gli uomini. Il Moscati è uno scienziato di prim'ordine; ma per lui non esistono contrasti tra la fede e la scienza: come ricercatore è al servizio della verità e la verità non è mai in contraddizione con se stessa né, tanto meno, con ciò che la Verità eterna ci ha rivelato. L'accettazione della Parola di Dio non è, d'altronde, per il Moscati un semplice atto intellettuale, astratto e teorico: per lui la fede è, invece, la sorgente di tutta la sua vita, l'accettazione incondizionata, calda ed entusiasta della realtà del Dio personale e dei nostri rapporti con lui. Il Moscati vede nei suoi pazienti il Cristo sofferente, lo ama e lo serve in essi.
E tutti, ma in modo speciale coloro che vivono nella miseria, intuiscono ammirati la forza divina che anima il loro benefattore. Così il Moscati diventa l'apostolo di Gesù: senza mai predicare, annuncia, con la sua carità e con il modo in cui vive la sua professione di medico, il Divino Pastore e conduce a lui gli uomini oppressi e assetati di verità e di bontà. Mentre gli anni progrediscono, il fuoco dell'amore sembra divorare Giuseppe Moscati. L'attività esterna cresce costantemente, ma si prolungano pure le sue ore di preghiera e si interiorizzano progressivamente i suoi incontri con Gesù sacramentato.
Quando, il 12 aprile 1927, il Moscati muore improvvisamente, stroncato in piena attività, a soli 46 anni, la notizia del suo decesso viene annunciata e propagata di bocca in bocca con le parole: " È morto il medico santo ". Queste parole, che riassumono tutta la vita del Moscati, ricevono oggi il suggello ufficiale della Chiesa.
Il Prof. Giuseppe Moscati è stato beatificato da S. S. Paolo VI nel corso dell'Anno Santo, il 16 novembre 1975.




Serena Mari della redazione


ID: 7197  Intervento da: Serena Mari  - Email: info@torreomnia.it  - Data: mercoledì 26 settembre 2007 Ore: 23:57

QUELLO CHE PIU’ SCONCERTA DI QUEL PERIODO E’ LA NAPOLI FAMELICA GIA’ DENUNCIATA DALLA SERAO NEL “VENTRE DI NAPOLI”. UNA NAPOLI CHE DOVETTE FARE I CONTI CON L’ERUZIONE E IL COLERA.

TORRE DEL GRECO A 12 KILOMETRI DA NAPOLI ERA NEL CONTESTO PARTENOPEO DEI DISAGI D'ALLORA.

Foto: Ex ospedale degli incurabili di Torre del Greco

La riapparizione dopo circa 26 anni dalla sua ultima manifestazione. Il colera infatti individuato in Italia nel 1837, colpì nuovamente la penisola nel 1854, nel 1866 ed ancora nel 1884 dando luogo ad un bilancio, con riguardo alla perdita di vite umane, decisamente spaventoso.
Nel 1910 Moscati si trovò a combattere il morbo ma la situazione complessiva in ambito sanitario fu più fortunata rispetto a quella che caratterizzò il secolo precedente, isolato da lungo tempo il vibrione, conosciute le cause della malattia ed ormai consolidate le modalità curative su base scientifica, risultò più facile combattere l’epidemia riducendo il numero delle vittime e la sua diffusione.

L'INTERVENTO DI GIUSEPPE NOSCATI A TORRE DEL GRECO

Achille Beltrame sulla copertina della Domenica del Corriere del 15 aprile 1906 ha delineato una scena altamente significativa: una donna alza una croce verso il Vesuvio distruttore, circondata da contadini che in ginocchio implorano salvezza. Solo Dio può dominare la natura, ma a noi incombe ineludibile il dovere di collaborare per evitare disagi e lutto.
Allora gli "Ospedali Riuniti" di Napoli avevano una succursale a Torre del Greco, ove erano ricoverati anziani per lo più impossibilitati a muoversi, che in quell'occasione vissero momenti di esasperante agonia.
Il Dott. Giuseppe Moscati, che non aveva ancora compiuto ventisei anni, intuisce il pericolo incombente su quegli infelici e, dopo aver pregato, il giorno 10 aprile, vincendo con costanza il troppo facile ottimismo delle autorità e di medici molto più anziani di lui, ottiene dal Direttore generale degli Ospedali Riuniti l'ordine di evacuazione immediata della succursale di Torre del Greco e percorre a ritroso, in calessino, la strada dolorosa dei fuggiaschi.

Nella foto a lato: La cenere dell'eruzione del 1906.


Giunge sulla soglia della succursale quando la pioggia di cenere e lapilli ha assunto una intensità tremenda, e il vento che soffia dal mare solleva nuvole di polvere calda. Trasmesso al Direttore l'ordine di evacuazione, Moscati aiuta il trasferimento di tutti i degenti su appositi automezzi, che partono alla volta di Napoli. È un lavoro estenuante di alcunè ore, difficoltoso per l’oscurità crescente, pericoloso per la pioggia di cenere e lapilli e reso ancor più pesante dalle grida dei malati.
Pochi istanti dopo il completo abbandono delle corsie, il tetto crolla sotto il peso dell'enorme cumulo di materiale eruttivo, tra un fragore assordante, avvolgendo tutto in un nuvolone di polvere. Gli anziani sono salvi e Moscati, sfigurato per la fatica, madido di sudore e con gli abiti intrisi di polvere e cenere, riparte subito per Napoli, lieto di aver compiuto il proprio dovere con tutta semplicità.
È stata indubbiamente l'eruzione più violenta del Vesuvio. Ebbe inizio il 4 aprile 1906 con l'emissione di lava da una frattura a SE a quasi 1.200 m di quota. Questa frattura si propagò poi verso il basso fermandosi con l'apertura di una bocca eruttiva a quota 800 m. Il giorno 6 si aprì un'altra bocca nei Cognoli di Bosco, con una colata lavica diretta verso SE.

Sito dedicato al medico-santo:

http://www.gesuiti.it/moscati/Ita.html


Serena Mari della redazione


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