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Argomento presente: « DOSSIER PRESEPE VIVENTE TORRE »
ID: 6607  Discussione: DOSSIER PRESEPE VIVENTE TORRE

Autore: Veronica Mari  - Email: veronicamari@libero.it  - Scritto o aggiornato: lunedì 14 dicembre 2015 Ore: 13:49



Una superba interpretazione di "Salmo 27" per coro e orchestra.

QUELLO DI TORRE DEL GRECO
E' UNO DEI PIU' RIUSCITI PRESEPI VIVENTI
DELLA CAMPANIA


PRESEPE VIVENTE A CAPPELLA BIANCHINI – TORRE DEL GRECO

Parrocchia del S. Cuore, Cappella Bianchini. (Testo del torrese Giuseppe Speranza)
Cappella Bianchini originariamente prende il nome dal conte Bianchini. Il conte Epofrodisio Bianchini originario di Chietl il 28-6-1917 comprava dai fratelli Cristofaro e Giovanni Perrone una masseria di moggia 50 compresa la parte boschiva e la parte agricola.

La rappresentazione della nascita di Gesù a Betlemme con personaggi reali di Torre del Greco - S. Maria La Bruna – Cappella Bianchini.La Contea Bianchini era compresa limitatamente dalla zona a monte della parrocchia compreso la zona interessata al presepe vivente ove esisteva una costruzione del 700 adibita a Chiesa nel 1750 (oggi civile abitazione) con intitolazione alla Immacolata Concezione. Nell’anno 1916 del mese di maggio e del giorno otto la sig.ra Maria Battaglia vedova del sig. Giuseppe Izzo fu Nicola con atto 21/59 del Notaio Ludovico Sorrentino donava alla comunità il suolo per edificare una nuova chiesa (cappella rurale) con inizio dei lavori nell’anno 1123-1935.
Il giorno 25/04/1944 la chiesa ( cappella rurale) diviene parrocchia affidandone la conduzione al mons. Carmine Apice fino all’1-12-1983 data del suo decesso.
Al mons. Apice vi succede come amministratore parrocchiale il sac. Giuseppe Sorrentino che ne ottiene il possesso il 04/05/1985 officiato da S. E. Cardinale Corrado Ursi allora arcivescovo metropolita dl Napoli.


Ogni anno cambiano i personaggi oppure si scambiano i ruoli. Chi, ad esempio, l'anno prima ha fatto il verduraio, l'anno dopo fa S. Giuseppe.

Nell'anno 1990 il gruppo giovanile parrocchiale con la collaborazione del comitato di quartiere "Torre nord" organizza la prima edizione del "presepe vivente" durante l’amministrazione retta dal prof. Antonio Cutolo sindaco di Torre del Greco, (1997 N.d.r.) il Comitato organizzatore del presepe vivente composto dai gruppi parrocchiali giovanili, ministranti, volontari e componenti il comitato Torre Nord, la Foto-Video Fantasy, chiese ed ottiene dalla amministrazione comunale il patrocinio includendo il presepe vivente nei programmi annuali delle manifestazioni natalizie.
Già dai primi anni la manifestazione ha riscosso l’attenzione della stampa richiamando pubblico anche dalle regioni vicine come Lazio, Basilicata e Puglia.
L’organizzazione intende valorizzare ulteriormente la manifestazione per attirare un pubblico più numeroso da tutte le province e comuni della Campania.

Giuseppe Speranza
Presidente del Comitato Torre Nord di Torre del Greco

LE RIPRESE E LA POST PRODUZIONE DEI FILMATI CHE SEGUONO SONO DI LUIGI MARI



Presepe Vivente 1997 - Torre del Greco - 1


Presepe Vivente 1997 - Torre del Greco - 2


Presepe Vivente 1997 - Torre del Greco - 3

Errata corrige: Sulla pergamena che appare in quest'ultimo filmato di legga 1997 e non 1887

In Torreomnia:
www.torreomnia.com/tradizioni/presepio_vivente/set_fra_pres_vivente.htm

 
 

ID: 17075  Intervento da: Luigi Mari  - Email: info@torreomnia.it  - Data: lunedì 14 dicembre 2015 Ore: 13:49

.

ID: 13539  Intervento da: camillo scala  - Email: doncamillo57@libero.it  - Data: giovedì 6 gennaio 2011 Ore: 12:42

Presepe vivente 2011 Chiesa Sant'Antonio alla Nazionale
http://www.youtube.com/watch?v=JxecrbFWbXM

 



ID: 13458  Intervento da: Salvatore De luca  - Email: info@tipografiamari.it  - Data: lunedì 20 dicembre 2010 Ore: 23:57



Una superba interpretazione di "Salmo 27" per coro e orchestra.

QUELLO DI TORRE DEL GRECO
E' UNO DEI PIU' RIUSCITI PRESEPI VIVENTI
DELLA CAMPANIA


PRESEPE VIVENTE A CAPPELLA BIANCHINI – TORRE DEL GRECO

Parrocchia del S. Cuore, Cappella Bianchini. (Testo del torrese Giuseppe Speranza)
Cappella Bianchini originariamente prende il nome dal conte Bianchini. Il conte Epofrodisio Bianchini originario di Chietl il 28-6-1917 comprava dai fratelli Cristofaro e Giovanni Perrone una masseria di moggia 50 compresa la parte boschiva e la parte agricola.

La rappresentazione della nascita di Gesù a Betlemme con personaggi reali di Torre del Greco - S. Maria La Bruna – Cappella Bianchini.La Contea Bianchini era compresa limitatamente dalla zona a monte della parrocchia compreso la zona interessata al presepe vivente ove esisteva una costruzione del 700 adibita a Chiesa nel 1750 (oggi civile abitazione) con intitolazione alla Immacolata Concezione. Nell’anno 1916 del mese di maggio e del giorno otto la sig.ra Maria Battaglia vedova del sig. Giuseppe Izzo fu Nicola con atto 21/59 del Notaio Ludovico Sorrentino donava alla comunità il suolo per edificare una nuova chiesa (cappella rurale) con inizio dei lavori nell’anno 1123-1935.
Il giorno 25/04/1944 la chiesa ( cappella rurale) diviene parrocchia affidandone la conduzione al mons. Carmine Apice fino all’1-12-1983 data del suo decesso.
Al mons. Apice vi succede come amministratore parrocchiale il sac. Giuseppe Sorrentino che ne ottiene il possesso il 04/05/1985 officiato da S. E. Cardinale Corrado Ursi allora arcivescovo metropolita dl Napoli.


Ogni anno cambiano i personaggi oppure si scambiano i ruoli. Chi, ad esempio, l'anno prima ha fatto il verduraio, l'anno dopo fa S. Giuseppe.

Nell'anno 1990 il gruppo giovanile parrocchiale con la collaborazione del comitato di quartiere "Torre nord" organizza la prima edizione del "presepe vivente" durante l’amministrazione retta dal prof. Antonio Cutolo sindaco di Torre del Greco, (1997 N.d.r.) il Comitato organizzatore del presepe vivente composto dai gruppi parrocchiali giovanili, ministranti, volontari e componenti il comitato Torre Nord, la Foto-Video Fantasy, chiese ed ottiene dalla amministrazione comunale il patrocinio includendo il presepe vivente nei programmi annuali delle manifestazioni natalizie.
Già dai primi anni la manifestazione ha riscosso l’attenzione della stampa richiamando pubblico anche dalle regioni vicine come Lazio, Basilicata e Puglia.
L’organizzazione intende valorizzare ulteriormente la manifestazione per attirare un pubblico più numeroso da tutte le province e comuni della Campania.

Giuseppe Speranza
Presidente del Comitato Torre Nord di Torre del Greco

LE RIPRESE E LA POST PRODUZIONE DEI FILMATI CHE SEGUONO SONO DI LUIGI MARI



Presepe Vivente 1997 - Torre del Greco - 1


Presepe Vivente 1997 - Torre del Greco - 2


Presepe Vivente 1997 - Torre del Greco - 3

Errata corrige: Sulla pergamena che appare in quest'ultimo filmato di legga 1997 e non 1887

In Torreomnia:
www.torreomnia.com/tradizioni/presepio_vivente/set_fra_pres_vivente.htm


ID: 6608  Intervento da: Veronica Mari  - Email: veronicamari@libero.it  - Data: domenica 22 luglio 2007 Ore: 00:53



Una superba interpretazione di "Dove c'è amore c'è Dio" per coro e orchestra.

www.torreomnia.com/tradizioni/presepio_vivente/set_fra_pres_vivente.htm
www.torreomnia.com/tradizioni/presepio_vivente/2000/set_fra_pres_viv_2000.htm
www.torreomnia.com/tradizioni/presepio_vivente/repertorio/set_fra_repertorio.htm

I PRESEPISTI TORRESI
www.torreomnia.com/pittori_scultori/suarato/suarato.htm
www.torreomnia.com/Pittori_scultori/ciaravolo/set_fra-ciaravolo_testo.htm
www.torreomnia.com/Pittori_scultori/ciaravolo/set_fra-ciaravolo_foto.htm
www.torreomnia.com/tradizioni/Pirone/Pirone.htm

NELLA FOTO A LATO: LUIGI SUARATO UNO DEI PIU' GRANDI PRESEPISTI DI TORRE DEL GRECO (Vedi sezione linkata sopra)
Quando le sculture diventano presepe

Ho conosciuto il concittadino Luigi Suarato per caso, in seguito ad un serio guasto all'automobile avvenuto a Pasqua del '99 sul tratto autostradale Napoli-Bari all'altezza di Avellino. Un amico comune ritenne che egli avrebbe potuto intercedere con i meccanici della zona, e così fu.
Quando visitai la sua dimora in Monteforte Irpino (AV) alla Traversa S. Giovanni 2/B, mi resi subito conto di respirare aria d'arte. Infatti l'olfatto subito coglie qualche vapore qua e la di resine, di vernici, di terracotta fusa. Ma questa volta si trattava di un ambiente artistico desueto, sebbene il laboratorio o gli angoli della silente sua alcova sono ben mimetizzati nell'ambiente domestico.
Egli irruppe subito con la sua loquela. Faceva trasudare la sua effervescenza; imponeva la sua ospitalità disinteressata come i sardi, solo per la natura campanilistica dell'incontro, per il rispetto incondizionato verso tutto ciò che simboleggiasse le sue radici. Io oggi ricambio la sua disponibilità annoverandolo nella nutrita schiera di buoni generosi ed onesti artisti torresi, quelli che faranno parte di questo sito. Quelli che non compariranno è per loro volontà, perché snobberanno.
Luigi Suarato nasce nel 1941, il 27 dicembre, ’ncopp addu Carbone’. E' uno studioso attento e appassionato delle più svariate forme di artigianato artistico. Ha un entusiasmo coinvolgente e realizza Figure da presepe in stile settecentesco che brillano di luce propria nonostante 1’evidente fonte di ispirazione formale.
Gia nel 1981, nell’Oratorio B. Vincenzo Romano, proponeva la prima mostra personale di ”Pastori”e scene Presepiali da lui realizzati con l’ausilio della moglie Nunzia, abilissima creatrice di costumi divenuta oggi sua insostituibile collaboratrice.
Infaticabile ricercatore ed esperto restauratore previene nella modellatura delle sue figure ad una sintesi espressiva caratterizzata da una felice combinazione di ruolo e di movimento dei vari personaggi che, come accadeva nel '700, risultano modelli miniaturizzati della realtà dell’epoca.
I volti dei suoi rustici, borghesi, nobili e orientali, manifestano un arcobaleno di stati d'animo che contornano con partecipata attenzione la storia della Sacra Famiglia e ripropongono efficacemente le suggestioni magiche del Presepe Napoletano.

NELLA FOTO A LATO: I PASTORI DEL PRESEPISTA TORRESE SUARATO (Vedi sezione linkata sopra)


I ”Pastori” e le strutture presepiali di Suarato sono considerati ”da Collezione” per la preparazione accurata con la quale sono realizzati e sono presenti in prestigiose collezioni private ed in importanti chiese di Napoli e Roma Suarato e stato tra i protagonisti della rinascita del Presepe Napoletano non solo a Napoli, negli ultimi decenni; ha esposto nelle più importanti gallerie d’arte e partecipato alle maggiori rassegne presepiali dal 1980 ad oggi: vanno ricordate quelle di Santa Chiara, Santa Maria la Nova dal 1’87 al’92, Pescara, Strasburgo, Pompei, Sorrento, Roma, Brindisi, Ariano Irpino, Torre del Greco, e tante altre fino a Montecarlo nel ’98 dove ha ottenuto un autentico trionfo con l’acquisizione di un monumentale Presepe da parte del Principato.

Luigi Mari

La struttura del presepe presenta la grotta in primo piano affiancata da pastori in adorazione ed Angeli, quindi il sacro monte con altri pastori accompagnati da greggi ed Angeli in volo che annunciano la buona novella, ed in lontananza il corteo dei Re Magi. Anche il presepe della cattedrale di Matera e quello del duomo di Altamura hanno la stessa disposizione, confermando che quella era la tipologia di struttura diffusa anche nella provincia. Durante tutto il secolo convissero due tipi di pastori : quello in legno e quello in terracotta, che diventarono di dimensioni più piccole, rispetto a quelli quattrocenteschi, verso la fine del secolo.
E' nella la prima metà del 1600 che incomincia a nascere la figura dell'artista che si dedica anche alla creazione di pastori. Michele Perrone fu uno di questi, noto per le sue sculture lignee si dedicò con notevole successo a questa attività, altrettanto bravi furono i suoi fratelli Aniello e Donato. Accanto al legno, nella seconda metà del secolo incominciarono a comparire altre innovazioni, pastori in cartapesta più piccoli rispetto ai precedenti, ed ancora manichini di legno con arti snodabili e vestiti di stoffa.
Furono proprio questi manichini di legno snodabili che segnarono la svolta verso il presepe del 700, anche se spesso continuarono a convivere le due tipologie. Il committente è, con queste nuove figure, protagonista e parte attiva, potendo far assumere ai pastori le posizioni che vuole e potendo (in questo modo) arricchire maggiormente la scena come meglio crede.
NELLA FOTO A LATO: IL PRESEPISTA TORRESE SUARATO ALL'OPERA (Vedi sezione linkata in Torreomnia qui sopra)

I manichini di legno sono snodabili, alcuni dispongono di un incavo per alloggiarvi la "pettiglia" della testa, altre volte invece la testa è tutt'uno con il corpo, altri ancora , nel caso di figure femminili, sono calvi per poter portare parrucche intercambiabili. Questo sarà, come dicevamo, l'anello di congiunzione con il presepe del 700. La Natività posta nella grata-stalla, l'Annuncio della buona Novella ai pastori dormienti, la Taverna con gli avventori che cenano, sono i tre momenti che domineranno il presepe del 700.
La natività per gran parte del secolo sarà rappresenta a quasi sempre con la Madonna seduta su di un sasso e San Giuseppe in piedi in una grotta-stalla, successivamente, anche grazie alle grandi scoperte archeologiche dei Borbone, le scenografia talune volte diventerà un rudere di tempio pagano;

ANGELO CIARAVOLO

è nato a Torre del Greco (NA). Autodidatta, coniugando passione ed entusiasmo con fantasia ed abilità ha messo in luce preziose doti di presepista. Realizza presepi di ispirazione sette-ottocentesca in ambienti mistici e suggestivi, dove c’e una certosina cura del dettaglio e una rigorosa fedeltà storica nelle rappresentazioni, che donano a chi le contempla momenti indimenticabili. Da qualche anno si dedica alla realizzazione di accessori in cera, quali ortaggi, frutta, prodotti del latte, splendidamente dipinti. Nei cestini e nelle spaselle la frutta e i formaggi sono così veri che solo le dimensioni riportano alla realtà di chi si ferma ad ammirarli. Ha partecipato varie volte al concorso presepiale organizzato dalla sezione di Torre del Greco amici del presepio ottenendo risultati lusinghieri. Ha esposto le sue opere in mostre che si sono tenute a Torre del Greco (NA) Villa del Cardinale e Ciffoni Valle Piana (SA) Convento di San Francesco.

NELLA FOTO A LATO:
UNA MERAVIGLIOSA COMPOSIZIONE DELL'ARTISTA PRESEPIALE TORRESE CIARAVOLO (Vedi sezione linkata in Torreomnia intesta al post)

L'annunciazione invece lasciò poche interpretazioni da parte degli architetti presepari; La taverna, invece, fece sbizzarrire non poco, sia gli artisti che i committenti. L'episodio della taverna è da leggersi, molto probabilmente, nell'episodio della mancata ospitalità offerta alla Sacra Famiglia, l'esposizione delle vivande fatta in maniera abbondante nei costumi dell'epoca dove gli avventori erano allettati ad entrare dinnanzi a simili viste, ed inoltre l'esposizione adempiva delle prescrizioni dell'epoca che obbligava gli osti ad esporre le carni fresche.
E' in questo secolo che il presepe napoletano raggiunge il suo più alto splendore.La meraviglia delle scene costruite con dovizia e ricchezza di particolari, la plasticità dei volti dei pastori, creavano nei visitatori diletto e meraviglia. Il presepe di questo secolo è un nuova forma di spettacolo dove troviamo spaccati di vita quotidiana che riflettono la cultura dell'epoca, gli storpi e i diseredati rappresentati non senza sarcasmo, l'opulenza dei nobili orientali e delle loro corti a simboleggiare i privilegi dei nobili, l'osteria con l'avventore e l'oste a rappresentare la bonomia del popolo.
Di questo presepe il Napoli-Signorelli ci descrive più di altra cosa la magnificità del corteo dei Re Magi. Il principe di Ischitella, fu un grande collezionista di presepi. Ne aveva di ogni materiale e disposti in ogni stanza del suo palazzo, che andavano a sommarsi a quello grande. Nel tempo, però, il grande presepe del principe Pinto non restò l'unico da ammirare nella città.

NELLA FOTO A LATO: UNA COMPOSIZIONE DI SALUMAIA DELL'ARTISTA PRESEPIALE TORRESE CIARAVOLO (Vedi sezione linkata in Torreomnia qui sopra)

A questo se ne aggiunsero degli altri come quello reale. Tutto ciò, però, non può che indurci alla riflessione che il presepe stava via via perdendo la sua misticità per trasformarsi sempre di più in una rappresentazione profana diretta ad affermare, anch'esso il prestigio della famiglia.
Tra le collezioni private più importanti non si può non ricordare quella del principe Emanuele Pinto, che ricevette perfino la visita della Viceregina austriaca . Di questo presepe il Napoli-Signorelli ci descrive più di altra cosa la magnificità del corteo dei Re Magi.
Il tutto, però, alla fine del secolo incominciò a finire, infatti le collezioni private incominciarono a smembrarsi, come testimonia il Napoli-Signorelli. Il principe Emanuele Pinto fu costretto ad impegnare i gioielli dei Re Magi e gli ori delle popolane per far fronte ad una momentanea carenza di liquidità.

Impressionante il realismo dell'artista CIARAVOLO di Torre del Greco. Visita la sua sezione tramite il link in testa a questa discussione.

Quando pio finirono anche gli ultimi presepari discepoli dei grandi maestri il presepe napoletano iniziò il suo inesorabile declino, i grandi presepi andarono scomparendo e si predilessero quelli più piccoli, quasi a voler dimostrare che i pastori napoletani, data la loro pregiata fattura, potevano magnificamente esistere senza quelle scene che avevano contribuito a renderli famosi in tutto il mondo.


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