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Argomento presente: « Cultura a tutto tondo »
ID: 3432  Discussione: Cultura a tutto tondo

Autore: Gennaro Ferrara  - Email: gennaro_vi@libero.it  - Scritto o aggiornato: mercoledì 14 giugno 2006 Ore: 18:05

Bisogna riconoscere che Torreomnia regge in alto il vessillo delle tradizioni e dell'arte vesuviana e particolarmente della città di Torre del Greco, nella sua eterogeneità e vastità delle argomentazioni, dal popolare all'aulico, nulla viene tralasciato.
Complimenti a tutta la redazione e tutti gli autori che conosco solo per nome o immagine.

Gli usi, i costumi, le credenze e le superstizioni, in questi luoghi si mescolano di paganesimo e religiosità. Fortemente intrecciata alla convivenza con le pendici di un vulcano costantemente monitorato, la cultura vesuviana è presente ancora oggi nelle strade, dove rivive nella tradizione coreutica-musicale popolare, trasmessa oralmente di generazione in generazione. Oralità non solo come mezzo per tramandare canti, balli e testi verbali, ma anche per trasmettere tecniche di costruzione di attrezzi e strumenti. L'obiettivo è recuperare la memoria delle tradizioni locali; coinvolgere le genti vesuviane nel recupero delle antiche tradizioni, favorendo gli scambi culturali tra le stesse; ricercare i punti di contatto tra le diverse anime culturali che vivono il complesso vulcanico del Somma-Vesuvio; stimolare i giovani a imparare a conoscere il loro territorio e l’antico patrimonio culturale; favorire lo scambio generazionale tra i portatori della memoria storica e i giovani delle scuole di ogni ordine e grado; valorizzare il patrimonio storico - culturale dell’area vesuviana.
Il vulcano, al centro del parco del Vesuvio, oltre al suo indiscutibile valore geofisico, nel corso dei secoli è stato protagonista anche di una certa iconografia della storia dell’arte. Dall’affresco "ombroso di verdi pampini" (I secolo d.C.) fino alle più recenti espressioni contemporanee.
Pittori, acquerellisti e incisori di quasi ogni epoca, tendenza e nazionalità lo hanno variamente interpretato; fra questi italiani, francesi, inglesi, tedeschi, austriaci, russi e danesi, ispirati dai più disparati generi e movimenti artistici, come il pittoresco, il sublime, l’eroico, il romantico, il catastrofico, l‘orrificante, fino all’astrattismo.
Nel 1631, il vulcano fa la sua prima apparizione nella pittura dell'epoca come protagonista assoluto della tela di Didier Barra, mentre fino alla prima metà del Settecento fa solo da sfondo al paesaggio napoletano.
Tra i numerosi artisti del Sette e Ottocento che lo hanno ritratto sono da citare Bonavia, Volaire, Pietro Fabris, Hackert, Saverio della Gatta, Giacinto Gigante e Antonio Pitloo. Il ruolo di "dominatore del paesaggio" torna nella seconda metà del Settecento, quando viene ripreso dal punto di vista di Torre Annunziata e Portici.
Col tempo, però, le rappresentazioni del Vesuvio perdono ogni valore emozionale, riducendosi a semplici ripetizioni della classica immagine del 'golfo con il vulcano fumante sullo sfondo'. Qualche interessante variante è offerta dagli artisti Johan Christian Dahl, norvegese, Franz Ludwig Catel, tedesco, e dallo scultore Thorvaldsen, mentre nel 1819 Joseph William Turner e Camille Corot, 'giocando' con i contrasti cromatici, arricchiscono l'immagine classica di una straordinaria luminosità. Dopo Degas nel 1890, molti artisti contemporanei continuano a subirne il fascino e a lasciarsi ispirare per le loro opere.

Gennaro

 
 

ID: 3435  Intervento da: loffredo Carlo  - Email: carloloffredo@hotmail.it  - Data: mercoledì 14 giugno 2006 Ore: 18:05

Segnalo un paio di giornali on line in pdf molto utili per noi campani compromessi in una cultura tormentata da complicità e compromessi.

http://edicola.libero.it/cinqueallecinque/AI_2006_06_14.pdf

http://www.beppegrillo.it/magazine/archivio/lasettimana2006-06-12.pdf

Carlo


ID: 3434  Intervento da: Serena Mari  - Email: sery_mari@hotmail.com  - Data: mercoledì 14 giugno 2006 Ore: 17:57

Ciao Gennaro,
grazie per i complimenti a tutta la redazione.
E congratulazioni a Te per la proprietà descrittiva della cultura campana.
Una sola cosa guasta le capacità dei vesuviani in fatto di arte e di cultura: l'individualismo. Ciascuno va per la sua strada. Trovami un salotto letterario, ad esempio, come una volta.
Non mi dilungo, altrimenti scivolo nelle polemica. Ma a buon intenditor...
La moderatrice


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