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Quando nel lontano 1992
fondammo
questa iniziativa, non immaginavamo che essa potesse continuare per
diversi anni ed in una maniera così coinvolgente. Nacque per volontà
degli operatori di due Servizi di Salute Mentale di Pollena e Ischia e
di altri due delle Cooperative psico sociali (4 Ottobre e Alisei) che
operavano nei Centri di Giugliano e di Scampia. L’intenzione era di
condividere un’attività che avesse una valenza di continuo confronto
e di ampia socializzazione. Il successo fu entusiasmante anche perché
il momento successivo alla partita sovrastava di ben oltre il
significato puramente sportivo. Si pensò allora di
"costruire" un vero e proprio torneo di calcetto che
coinvolgesse altri Centri di Riabilitazione della nostra Provincia e che
con il trascorrere degli anni si allargasse a tutte le altre province.
Creare un concetto di "squadra" che unisse non solo
operativamente e terapeuticamente, tutti i giocatori in campo (operatori
ed utenti), ma anche i diversi Servizi di Salute mentale. Nel 1993
iniziò ufficialmente il I° Torneo Calcio Insieme, DSM e SerT uniti in
un unico progetto, con la collaborazione della Uisp Provinciale. La
manifestazione finale del Torneo si svolse allo Stadio Comunale del
"Menti" in C/Mare ove alla presenza delle autorità
istituzionali e della stampa, si organizzò presso le Terme Stabiane, la
premiazione delle squadre, ed in quella occasione si prepararono degli
stand di ogni Centro di riabilitazione partecipante nei quali si
esponevano i manufatti artigianali prodotti nei vari laboratori. Dopo
due anni l’esperienza con i SerT si è conclusa per l’enorme
differenza tra le due problematiche... per cui da allora tanti altri
Servizi di Salute Mentale della nostra Regione di anno in anno informati
attraverso un efficace tam tam, si sono inseriti sino al punto di
giungere a questa ottava edizione con ben 22 squadre. Tutte le edizioni
hanno ottenuto il patrocinio morale della Regione Campania e della
Provincia di Napoli, spesso anche quella del Comune di Napoli e degli
altri comuni aderenti alla iniziativa.
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Medici,
educatori, infermieri, terapisti tutti in campo con gli utenti
indossando la stessa maglietta per potersi presentare apertamente a quel
territorio ricco di pregiudizi e che il più delle volte risulta essere
un invalicabile muro di ostilità. Utilizzare il calcio, quale sport
più diffuso e praticato nel mondo, rappresenta un estremo ma forte
tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica, ed il farsi vedere...
in campo aperto... magari correndo dietro ad un pallone è un segnale di
non resa e di non voler restare rin
chiusi tra le mura dei nostri servizi. Attraverso questa
disciplina sportiva molti sono gli elementi terapeutico-riabilitativi
che noi operatori andiamo a "curare" e che altri (i
diffidenti, gli scettici del nostro settore...) non riescono a
vedere..., ne citiamo solo alcuni: la cura del sé, il rispetto delle
regole e del regolamento (calcistico ...), il benessere psico-fisico che
se ne deduce nel partecipare agli allenamenti, il concetto di squadra,

il socializzare con i compagni e con gli "avversari", lo
sviluppo di quella competitività positiva condotta nel sostenere le
parti "sane" dell’utente e l’aspetto efficace dell’azione
(la partita) indipendentemente dal risultato finale, fanno sì che
questa iniziativa risultasse da anni l’unica in "campo"
regionale che coinvolge tanti centri di riabilitazione intorno ad una
medesima attività. Ma il nostro intento va ben oltre il torneo
regionale stesso, non a caso si è sentita la necessità di costituire
una Segreteria Organizzativa che avesse il senso di snellire le
procedure di collegamento con le varie istituzioni, per poter chiedere a
questi enti un finanziamento economico specifico per questa attività
indipendentemente dal fondo in dotazione ai DSM. Se ci riuscissimo, per
noi tutti sarebbe un successo eccezionale che ci ripagherebbe anche
delle numerose difficoltà affrontate nelle edizioni passate,
difficoltà soprattutto di ordine economico. Abbiamo chiesto all’AICS,
l’ente di promozione sportiva che collabora con noi in questo
progetto, di "formare" degli utenti come arbitri ed inserirli
nel loro campionato ufficiale, ebbene ciò è stato fatto e con
risultati brillanti,
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attualmente due
di loro arbitrano le partite non solo del nostro torneo ma
anche di altri, guadagnandosi il loro gettone di presenza e staccandosi
così dal vincolo dei DSM. Inoltre è in preparazione la creazione di un
sito Internet, dove verrà presentata questa nostra iniziativa, curata
direttamente da utenti esperti del settore che percepiranno anche un
minimo di contributo economico. Vi sono poi ancora diversi obiettivi da
raggiungere come ad esempio la fondazione di una Polisportiva nonché
organizzare la Partita del Cuore allo stadio S.Paolo di Napoli. Sempre
con l’intento di non "ghettizzare" questa nostra iniziativa
ma dargli di anno in anno uno slancio propulsivo, tutte le
manifestazioni finali delle edizioni precedenti si sono svolte su campi
molto importanti quali: il S.Paolo di Napoli, lo stadio Collana, il
S.Ciro di Portici, il Palargine di Ponticelli, il Menti di C/Mare contro
rappresentative rinomate come la Nazionale dei Cantanti neomelodici
napoletani, la squadra dei Giornalisti Sportivi Napoletani, laselezione
della Turris, il Gruppo Sportivo dei Vigili Urbani di Napoli ecc.ecc. A
tal proposito è nostra intenzione organizzare una Nazionale DSM che
possa competere in un torneo agonistico con le altre compagini che nulla
hanno a che fare con il disagio psichico e che partecipano al campionato
AICS, proprio per dare agli utenti più in evidenza dei nostri Centri
una reale possibilità di emancipazione sportiva.
I 22 Servizi di Salute Mentale che hanno aderito a questa edizione sono:
l’ UOSM (Unità Operativa di Salute Mentale) di Pollena-S.Anastasia,
di Pomigliano, di Nola, di Terzigno, di Ischia, di Giugliano,di Casoria,
di Torre del Greco, di C/Mare, di S. Giorgio a Cremano, Posillipo,
Ponticelli, Vomero, Scampia, Secondigliano, Gesù e Maria, Soccavo,
Poggioreale, Sanità, di Benevento, S.M.C.Vetere (CE), Battipaglia-Eboli
(SA).
Un progetto quello del "Calcio Insieme" molto più articolato
rispetto ad una semplice definizione di torneo di Calcio, dove giocano
dei disagiati, proprio perché nel disagio psichico la superficialità
dev’essere bandita.
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