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A
rieccoce!
A rieccoce a parlare di
noi, per chi vuol sentire e chi non vuole, ed anche per chi così
così. Tanto poi i problemi sono gli stessi, e la gente pure, e
neanche noi siamo tanto cambiati.
A rieccoce a rompere, a dire che anche noi, possiamo fare qualcosa
di normale, e che, viceversa, chi è sicuro di essere normale non
deve poi tanto esserlo davvero.
A rieccoce a far finta di esser sani, ad ancorarci a qualcosa di
concreto, fosse anche soltanto un pezzo di carta, un foglietto che
scivola via leggero fra le mani distratte di chi lo sfoglia
frettoloso e perplesso.
A rieccoce a protestare, ad incazzarci, a lamentarci, che la
riabilitazione potrebbe fare anche meglio e di più, ma intanto c’è
il giornaletto, sfruttiamolo, allora, ‘sto spazio, quest’opportunità,
e domani è un altro giorno.
A rieccoce, dunque, a segnalare necessità e bisogni altrimenti
inespressi, a segnalarli magari in maniera obliqua, suscettibile
forse di ermeneutica diagnostica (= di medici che li interpretino
e capiscano), ma intanto sono bisogni concreti come un muro, e
ignorarli non serve a nessuno, non a noi, ma meno che mai neanche
a chi ci sta intorno a vario titolo: familiari, amici, terapeuti,
personale paramedico e chi altri.
Rieccoci a scrivere, disegnare, fotografare, stampare, esprimerci,
in una parola.
E fa niente che il giornaletto non è il New York Times, possiamo
anche far finta che lo sia.
A rieccoce!
di Mangiafuoco
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La
guerra
Da sempre l’uomo
fin dalla creazione del mondo, ha dovuto combattere per le cose
primordiali, quali ad esempio il cibo e la casa.
Poi nel corso dei secoli, come la storia dell’umanità ci ha
insegnato, si sono avute guerre per altri motivi: politici,
religiosi, culturali, etnici ecc. Tali episodi hanno letteralmente
mutato situazioni ed eventi, riducendoci quasi ad un’assuefazione
alla guerra. Vi è stato poi il famoso periodo in cui, io non ero
ancora nata, si diceva: "fate l’amore ma non fate la
guerra". Questo ovviamente era un modo paradossale per
lanciare un monito a non fare più guerre. Però attualmente nel
mondo vi sono diverse guerre in corso. Per non parlare poi dei
paesi dove la guerra è cessata ma vi sono alcuni pericoli che
ancora provocano morti, feriti gravi e mutilati come ad esempio le
mine antiuomo rimaste sepolte e a farne le spese sono soprattutto
i bambini. Ci si chiede, quando finirà tutto questo?
di Anna Maria
Sorrentino
Il risveglio della consapevolezza
Per secoli la consapevolezza umana non è cambiata, è rimasta
sempre identica a se stessa. Alcuni individui, pochi e lontani tra
loro, hanno raggiunto il risveglio della consapevolezza, come
Gesù, Buddha, Krishna, ma sono eccezioni non regole.
La società si è evoluta materialmente, più il benessere
materiale è cresciuto più è diventata evidente la povertà
spirituale. Quindi da una parte c’è la ricchezza, dall’altra
la povertà interiore.
Se la società può essere ricca, perché non può esserlo anche
la consapevolezza?
di Antonio Gaudino |